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lunedì 14 maggio 2012

Potere ai geek. Ecco come cambiare il mondo - Wired.it

© Edizioni Condé Nast SpA - P.zza Castello 27-20121 Milano Cap.Soc. 2.700.000 EURO IVCF e P.IVA - Reg.Imprese TRIB. MILANO N. 00834980153 SOCIETÀ CON UNICO SOCIO via daily.wired.it Nella gallery trovate la lista di libri, film, posti da vedere, personalità interessanti e da seguire su Twitter, consigliati per i geek. Secondo la prospettiva di Mark Henderson, autore di The Geek Manifesto . Se state leggendo Wired.it è magari perché anche voi pensate in positivo, ovvero siete convinti che il mondo si possa cambiare - in meglio - grazie a scienza e tecnologia. Vi sentite anche voi un po’ geek e credete in questi valori: scetticismo, razionalità e importanza delle prove scientifiche? Bene, il futuro potrebbe essere nelle vostre mani. L’unica cosa che dovete fare è unirvi e marciare. Detto così sembra un motto anni Sessanta, ma con il tam tam dellle piattoforme online il Movimento dei geek può davvero contribuire a cambiare le cose in modo piuttosto diretto, battendosi con le armi più pulite a nostra disposizione: neuroni e senso critico. Per sanare le finanze dei nostri paesi, rivoluzionare la politica, ridurre il crimine e migliorare istruzione e sanità basterebbe che I nostri governanti sostituissero i loro sistemi con un altro metodo, quello rigorosamente scientifico basato su dati, prove e analisi oggettive. E allora sta a noi batterci perché questo succeda. Ce la possiamo fare. Mark Henderson, per 12 anni a capo della redazione scientifica di The Times in Gran Bretagna, ha ora scritto The Geek Manifesto – Why Science Matters per spiegare - dati e vittorie concrete nero su bianco - come i geek possono cambiare il mondo. Ciò che veramente conta è la scienza. “I geek sono pronti. I nostri paesi hanno bisogno di noi”, dice. Lo abbiamo intervistato. Molti sono rimasti all’immagine degli occhialoni, che anzi oggi fanno anche moda… Ma chi sono I geek? Cosa significa questo termine? "Geek era un termine usato per marginalizzare le persone curiose dotate di entusiasmo e sete di conoscenza, che avevano fede nell’evidenza come metodo di inchiesta. Geek si può definire come una curiosità al limite dell’ossessione, e può essere un bene perché è il segnale che c’è qualcuno che ha profondamente a cuore qualcosa. La cosa interessante è che negli ultimi cinque anni e forse più i geek hanno veramente cominciato a drizzare il capo e a celebrare il proprio interesse per la scienza e per la scoperta di come funzioni il mondo. Pensiamo ad alcuni trend dalla cultura popolare in Gran Bretagna: Brian Cox è seguito da 4 milioni di telespettatori in tv parlando di fisica quantistica, mentre Ben Goldacre, il paladino de La cattiva scienza, ha una colonna sul Guardian dove espone pubblicamente tutti gli abusi della scienza, dai media che riportano storie assurde ai venditori di medicine alternative. Tutte cose che fanno arrabbiare i geek, per questo ha avuto tanto successo". Chi potrebbe candidarsi a essere il Brian Cox italiano? "Anche in Italia avete persone che hanno passione e abilità di comunicare la scienza. Pagina successiva 1 2 3 4

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