È atteso tra poche settimane il sì definitivo da parte del ministero dello Sviluppo economico al piano di disattivazione della centrale nucleare di Trino, in provincia di Vercelli. A seguire, toccherà alle centrali di Garigliano (Caserta), Caorso (Piacenza) e Latina. Il processo di smantellamento è iniziato nei primi anni 2000 e finirà entro il 2020, spiegano dall' Ispra, l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale che controlla che tutto vada per il verso giusto. Il combustibile radioattivo estratto dalla bonifica sarà spedito in Francia, che poi renderà al nostro Paese i relativi rifiuti tossici. La scelta del nostro Paese è controcorrente, altri Stati hanno preferito eludere il problema, perché agli interrogativi sulla sicurezza se ne aggiungono altri sui costi (che paghiamo in bolletta come “oneri nucleari”, triplicati dal 2007), mentre non è chiaro dove, come e quando si farà il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi che ne deriveranno.
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