Commenta
Casta
Onorevoli un giorno su sei
di Marco EspositoSecondo una ricerca di Openpolis alla Camera si avorato 80 giorni l'anno, al Senato 50. I parlamentari si difendono: "gli altri giorni siamo sui territori". Ma c'hi replica: "Solo scuse, sono tutti nominati"
(11 luglio 2012)© Riproduzione riservataOttanta giorni di lavoro in un anno alla Camera, cinquanta al Senato. E' questo il numero striminzito di giorni lavorati secondo una ricerca condotta da Openpolis sulla "capacitroduttiva" del nostro Parlamento. E' quanto si ottiene dividendo il numero di ore lavorate dai nostri rappresentanti per otto, cioa durata media di una giornata lavorativa di un impiegato o di un operaio.
Insomma, Palazzo Madama e Montecitorio non sono proprio abitati da moderni Stakanov. Sostanzialmente, la settimana lavorativa di un parlamentare si concentra dal martedl giovedgiorni in cui tradizionalmente si votano in aula i provvedimenti legislativi. Non aro, invece, trovare l'aula semideserta il luned il venerdMolti parlamentari, infatti, valigia in mano, sono pronti a fuggire da Roma il giovedomeriggio appena concluse le votazioni per non tornarci prima di lunedera. E' normale che sia cos spiegano in molti - il fine settimana edicato alle iniziative sul territorio. Incontriamo gli elettori, partecipiamo ad iniziative, spesso senza soluzioni di continuitE mancare quegli appuntamenti, non farebbe certo onore al nostro lavoro". Insomma, un modo diverso di espletare il proprio incarico.
Secondo Elio Lannutti, senatore indipendente eletto nelle liste dell'Italia dei Valori, si tratta solo di scuse: Ma quali territori? Sono tutti nominati. Non hanno collegi con cui mantenere rapporti. Io da quando sono stato eletto, per seguire i lavori in quattro commissioni, neanche mangio. Neanche un panino. Accenti duri verso i propri colleghi, che non trovano riscontro nel resto della categoria, tutta compatta nel respingere l'accusa di disertare i lavori parlamentari. Lucio Malan, senatore del PdL, propone un'alternativa di cui si era discusso ad inizio legislatura Se ci fosse una settimana al mese libera dai lavori parlamentari, concentreremmo tutte le iniziativa sul territorio in quella settima. Il lavoro di un parlamentare - spiega - non si misura solo dalle ore passate in aula; per presentare un disegno di legge, o un'interpellanza c'isogno di uno studio, di preparazione. Ovviamente anche tra noi, chi non vuole fare niente, come in tutte le professioni, puuscirsi.
Altri parlamentari si difendono ricordando come molto del lavoro di un deputato o di un senatore si svolga in commissione. Un lavoro pificile da quantificare, anche perch a differenza dell'aula - in commissione, nonostante le richieste anche di openPolis, ancora non c'l voto elettronico, che permetterebbe di sapere con sicurezza quanti e quali parlamentari sono presenti in commissione. Ad oggi, siamo ancora nella fase di sperimentazione, e la registrazione delle presenze, ora valida anche ai fini del calcolo della diaria, emandata al sistema della raccolta delle firme. Un po' come accadeva ai tempi dell'universitquando alcuni studenti firmavano e poi uscivano dall'aula, lo stesso - secondo alcune voci provenienti dai palazzi romani - accadrebbe in commissione. Un malcostume, almeno ufficialmente, smentito all'unisono da tutta la categoria: I vizietti hanno nome e cognome - spiega Malan - altrimenti si spara nel mucchio. Io non ho davvero mai avuto questa contezza, pern si dice che magari uno partecipa a tutta la seduta, e si scorda di firmare e perde la diaria. Se il nostro lavoro consistesse nel rimanere seduti in aula per un certo numero di ore a settimana, dovremmo essere pagati come un impiegato di basso livello basso, se facciamo altro, allora ci meritiamo uno stipendio pio.
Anche Flavia Perina, di Futuro e Libertmette l'accento sul problema della qualitel lavoro parlamentare: Ricordo un'immagine di Calderoli che con un lanciafiamme brucia dei faldoni, a seguito dell'approvazione del decreto semplificazione. Agli italiani risulta che qualcosa oggi sia piplice? Assolutamente no. Su quel provvedimento di legge abbiamo lavorato moltissime ore e gli esiti sono stati irrilevanti, come nel caso dei decreti attuativi del federalismo. Un lavoro immenso che ha tenuto impegnate le camere per ore e ore. Ma la qualitel lavoro era bassissima, a dispetto della mole del lavoro. L'ex direttore del Secolo si sofferma anche su alcune indubbie migliorie nella trasparenza del lavoro del parlamentare: Non dimentichiamoci che con l'introduzione delle impronte digitali per votare abbiamo stroncato il malcostume del fenomeno del pianista, il vero problema del Parlamento he tra il bipolarismo muscolare e la crisi che stiamo vivendo, alla camera si lavora praticamente solo per convertire i decreti del governo. In questo, c'ggi il vero limite dell'attivitarlamentare.
mercoledì 11 luglio 2012
Onorevoli un giorno su sei - l’Espresso
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)







Nessun commento:
Posta un commento