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martedì 23 ottobre 2012

Quando la tecnologia impara da un polpo - Pensieri - BitMAT - MAT Edizioni

22 Ottobre 2012

E se la tecnologia avesse qualcosa da imparare da un polpo? Biologi e ingegneri insieme per cercare di copiare sui display dei nuovi dispositivi elettronici i colori vividi che apace di assumere sui fondali marini il polpo


Giusto per ricordarsi che la tecnologia non n universo scisso e separato da quello dell'uomo, e che quello dell'uomo non puordarsi di essere legato a filo doppio con quello di Madre Natura, ecco arrivare la notizia circa l'impegno di biologi e ingegneri di trovare un modo per poter restituire agli apparecchi elettronici la stessa qualitmbattuta dei colori che apace di assumere il polpo marino.
Niente di piolito: sembra infatti che i competitivi e super avanzati display della nuova era della tecnologia avanzata, abbiano qualcosa da imparare niente meno che da un polpo.
La ricerca tecnologica torna a prendere ripetizioni dalla Natura, ancora in grado di insegnare agli studiosi come continuare a stupire gli utenti.

E cosi ecco salire sul palco due attori davvero inaspettati: un polpo e un Kindle. Sembra, infatti, che il noto ereader abbia tutte le carte in regola per ambire ai colori vividi propri del cafalopode.
Entrambi, infatti, dipendono dalla luce per generare i colori e cambiare in modo molto veloce cromature.
E, quindi, perchon fare in modo che un Kindle possa esibire le stesse capacitella creatura marina? Perchcordarsi che anche un polpo puere molto da insegnare alla tecnologia?
Colpo di coda: e se il modo per stupire gli utenti fosse tornare a volgere lo sguardo alla natura piuttosto che rincorrere sempre le intuizioni dei competitor?
Un altro modo, poi, per dimostrare che dalle origini non si scappa.
Ma anche una nuova e nello stesso tempo antica quanto il mondo- strada da battere per dimostrarsi competitivi.

A rendere noto il filo rosso che lega polpo e display tato Rich Baraniuk, un ricercatore della Rice University a Houston, impegnato nella materia che studia l'elaborazione dei segnali. Lo studioso, infatti, ha fatto emergere il divario tra le capaciti colorarsi e mimetizzarsi sfruttando la debole luce dei fondali marini e le nuove tecnologie utilizzate per i display dei nuovi device. Un mercato in continua ascesa, che non smette di popolarsi di apparecchi sempre pinologici e con prestazioni sempre maggiori, tra cui smartphone

 e tablet di cui Apple avrebbe consegnato il brevetto.
Dal confronto merso come i polpi battano su tutta la linea le capacitrtificiali dei dispositivi nella resa cromatica.
E' per questo motivo che ora una squadra di ricercatori sta lavorando con il fine di riuscire a capire come, e se ossibile, imitare le capacitell'animale per ottenere prestazioni senza eguali sui device.
Il distacco tra il polpo e i fogli elettronici c'resiste. Abbattere questa barriera a nuova sfida della ricerca.

"La pelle dei cefalopodi traordinariamente bella e radiosa e pusere modificata in millisecondi, il tutto senza dover generare alcuna luce all'interno della pelle", spiega Roger Hanlon, biologo al Woods Hole Marine Biological Laboratory "Ci sono soluzioni eleganti offerte dalla biologia che attendono di essere trasferite nel nostro mondo industriale e dei consumi."
"E indispensabile studiare pientamente la biologia per poter aiutare direttamente lo sviluppo della tecnologia", ha aggiunto Kreit.

Una troupe di ingegneri il lavoro per realizzare dei prodotti che abbiamo schermi passivi a colori.
Uno degli ostacoli a poca flessibilitelle tecnologie, rispetto al corpo dei polpi. In questo senso gli studi si stanno indirizzando nell'esplorazione del reame delle tessiture strutturate, come afferma Kreit: "Lo studio di questi sistemi potrertamente produrre nuove idee su come ingegnerizzare analoghi sistemi sintetici".
Inoltre gli animali marini in questione sono dotati di un'istantanea integrazione della loro pelle (corrispondente al display) con il sistema visivo. Un capacitsclusiva del polpo di cui l'uomo non ssolutamente dotato.


Fare un passo indietro, per compierne uno avanti che lasci indietro tutta la concorrenza. La sfida alla tecnologia tata lanciata.

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