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Tutto è nato qualche mese fa, quando è scoppiato lo scandalo dei follower comprati dalle aziende su Twitter, ricorda Ilaria Borbotti, community manager di Instagramers Italia. Il fenomeno però è esploso solo di recente. “Con Twitter c’è una differenza fondamentale", osserva Borbotti. "Se non condividi delle belle foto, su Instagram non vieni seguito”. Vero, almeno fino a qualche tempo fa. Dopo che Instagram è sbarcata su Android ed è stata acquistata da Facebook, infatti, il numero di utenti è passato da 25 a 80 milioni e cresce al ritmo di dieci milioni al mese. “Dentro a Instagram puoi fare molto personal branding: racconti una parte di te anche quando fotografi quello che mangi e non mi stupirei se qualche aspirante vip si comprasse dei follower”. Al di là dei vip però sono le aziende ad aver invaso Instagram di recente e le ultime arrivate non vogliono certo sfigurare nei confronti di chi ha cominciato a usarlo prima. “Penso che alle aziende questo fenomeno interessi più che ai vip, che tanto i follower se li portano dietro", sottolinea Barbotti.















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