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martedì 8 novembre 2011

Comunicare la scienza: si accende il dibattito tra blog e peer review - Corriere della Sera

meccanismi e tempi diversi Due tipi differenti di pubblico

Comunicare la scienza: si accende
il dibattito tra blog e peer review

La pubblicazione resta comunque l'unico metro
di paragone. L'esperienza di arXiv

Opera di Jean-Michel Mas
Opera di Jean-Michel Mas
MILANO - Scienziati: ossibile considerare i blog dei ricercatori un'alternativa al laborioso meccanismo della peer review? La domanda, suggerita da un lettore del Guardian, ha spinto due fisici inglesi, Brian Cox e Jeff Forshaw, a riflettere su limiti e potenzialiti questi strumenti, comunemente utilizzati per comunicare i risultati del proprio lavoro. Evidenti, nei due casi, sono i vantaggi: il blog permette di raggiungere in tempi ristretti anche il grande pubblico; la peer review dredibilitll'autore di uno studio. Ma entrambi i mezzi hanno grosse lacune.

MECCANISMI - Il meccanismo su cui si basano gli articoli scientifici oto: uno scienziato o un gruppo di ricerca sottopongono un articolo a una rivista; gli editori decidono se il tema proposto meno di interesse; infine, un gruppo di revisori (reviewers) esperti dell'argomento valuta la scientificit meno dell'articolo. La scientificitnon la veritdi quanto affermato: se l'esperimento ontrollato, riproducibile e munito di dati, in teoria l'articolo pusere pubblicato. Tutto limpido e lineare? Non proprio. La peer review no degli argomenti picussi nella letteratura di ricerca, spiega Massimo Zancanaro, responsabile dell'uniti ricerca Intelligent interfaces and interaction presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento. Oltre a cadere a volte nella trappola di favoritismi e dispetti, il meccanismo soffre di alcune comunithiuse che si autoalimentano, continuando a citarsi vicendevolmente. Un’altra difficolt data poi dal cosiddetto paper metrics: poicha carriera di uno scienziato dipende spesso dal numero delle sue pubblicazioni, si innesca il meccanismo del paper slicing. In altre parole, per avere piicoli un contributo viene diviso nel maggior numero possibile di pubblicazioni. un fenomeno naturale: una volta appresa la metrica, il ricercatore cerca di massimizzare il risultato.

CONFLITTO D'INTERESSI - Ancora: un ostacolo deriva dai tempi strutturali della peer review. In certe comunit prosegue Zancanaro, si purivare a tre anni per pubblicare su una rivista prestigiosa. Nell’ambito tecnologico questo vviamente un problema. E non vanno dimenticati i conflitti di interesse: recentemente si iscusso in ambito medico del fatto che la maggior parte delle riviste del settore ponsorizzata da case farmaceutiche. Anche ipotizzando una peer review irreprensibile, il loro coinvolgimento economico rende determinati studi scientifici imbarazzanti.

CHI DETIENE LA FIDUCIA - Allora, perchon pubblicare i risultati dei propri studi semplicemente su un blog? Perchon esiste nessuna entiteria, conferenza o workshop che non abbia peer review. Alcune riviste hanno in mano il trust, cioa fiducia della comunitcientifica: vengono considerati i legittimi portatori della conoscenza. Senza il loro sigillo, al ricercatore non viene riconosciuta alcuna considerazione.

BLOG E ARXIV - Quella del blog, dichiara Amedeo Balbi, astrofisico dell'Universiti Roma Tor Vergata e blogger na falsa alternativa. Il target iverso, perchei blog ci si rivolge al pubblico, non ai colleghi. E diversi sono di conseguenza sia il linguaggio che i contenuti. Tenta strada diversa il fisico statunitense Paul Ginsparg, ideando nel 1991 arXiv: un archivio digitale di bozze di articoli pronti per la stampa su riviste scientifiche che, consentendo il libero accesso, permette di ricevere commenti e pareri dai colleghi di tutto il mondo. Ma non tutti possono pubblicare sulla piattaforma: dal 2004 arXiv - che oggi conta pi713 mila articoli riguardanti fisica, matematica, informatica, scienze non lineari e biologia quantitativa – ha introdotto un sistema di endorsement. Non una vera e propria peer review, bensna verifica della pertinenza dell’articolo proposto con l’argomento scelto dall’autore. Con arXiv, spiega Balbi, i lavori scientifici circolano piocemente all’interno della comunitMa la peer review non si scavalca: l’imprimatur finale viene conferito dalla pubblicazione.

Elisabetta Curzel
07 novembre 2011 23:19 RIPRODUZIONE RISERVATA

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