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giovedì 10 novembre 2011

Innovazione: cosa (non) ha fatto il Governo Berlusconi - Wired.it

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Innovazione: cosa (non) ha fatto il Governo Berlusconi
Tra amministrazione digitale, banda larga, frequenze 4G e posta certificata, quanto è stato realizzato? E quanto è rimasto in sospeso? Il bilancio dell'esecutivo uscente
- La caduta del Cavaliere su Twitter
09 novembre 2011 di Alessandro Longo
Ieri sera il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha promesso le proprie dimissioni dopo l'approvazione della legge di stabilità voluta dall'Europa. Ma in questi anni come se l'è cavata l'esecutivo con l'innovazione? Il bilancio è negativo. Forse diciamo una banalità, per chi ci segue, ma l’ultima legislatura Berlusconi ha fatto poco, troppo poco per l’innovazione in Italia, come testimoniano le classifiche globali. Essere troppo severi non serve, però. Qualcosa di buono è uscito da questo governo e altro è in corso d’opera. Vediamo.

Le cose fatte
Il ministro più attivo in questo senso è stato Renato Brunetta (alla Pubblica amministrazione e all’Innovazione). Il suo piano eGovernment ha cominciato proprio nel 2011 a dare i primi frutti tangibili. " Il miglior risultato ottenuto sono forse gli albi pretori online", dice Ernesto Belisario, avvocato esperto di Pa digitale. Per i non addetti può sembrare cosa da poco. " Ma è una grossa conquista per la trasparenza: l’albo pretorio è il luogo dono sono esposti tutti gi atti emanati dal Comune. Prima era cartaceo adesso è accessibile a tutti via Internet", aggiunge. Altre trasformazioni hanno investito la sanità. Certificati medici ora vanno fatti solo online, sia per i dipendenti pubblici sia per i privati. Il servizio è a regime da settembre e funziona bene (il 98% dei certificati è online), dopo mesi di polemiche e problemi. Per quanto riguarda le ricette mediche, siamo a metà del guado ma comunque è un grosso passo avanti: adesso il medico inoltra la prescrizione via Internet alla farmacia, dove però il paziente deve portare ancora la ricetta cartacea. Perché tutto sia digitale, si attende un decreto attuativo. La scomparsa del Pisanu per il Wi-Fi è certo una buona notizia, per quanto tardiva e ormai di dubbia efficacia (tutte le principali reti si erano già equipaggiate con sistemi per identificare gli utenti). Nell’ultima bozza del Dll Sviluppo ci sono le nuove misure, che sostituiranno quelle Pisanu, varando l’ identificazione light degli utenti.

Le cose in sospeso
Tutto il codice dell’amministrazione digitale, di Brunetta, è un’opera in itinere. Partita ancora aperta è quella dei pagamenti da/a le pubbliche amministrazioni. Perché siano tutti informatici, come vuole Brunetta, mancano i decreti attuativi ma anche la necessaria copertura finanziaria. La rivoluzione è incompiuta anche per i Cup (centro prenotazione online degli esami): ce l’hanno solo alcune Asl dell’Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia e Piemonte. Pochissime quelle che riforniscono i referti online: solo il 29 per cento (dati forniti dal ministero e aggiornati a luglio 2011). Successo parziale anche per l’Asta per le frequenze 4G. Sì, risultato record (3,9 miliardi), ma niente del raccolto sarà destinato all’innovazione.

Le cose non fatte
La vittima maggiore del non fare governativo è stata proprio la banda larga.

DAILY WIRED NEWS POLITICA
Innovazione: cosa (non) ha fatto il Governo Berlusconi
Tra amministrazione digitale, banda larga, frequenze 4G e posta certificata, quanto è stato realizzato? E quanto è rimasto in sospeso? Il bilancio dell'esecutivo uscente
- La caduta del Cavaliere su Twitter
09 novembre 2011 di Alessandro Longo
Il tavolo per la rete di nuova generazione è fallito. Il ministro Paolo Romani (allo Sviluppo Economico) si è fatto scippare da Giulio Tremonti (Economia) i soldi promessi, che dovevano provenire dall’asta 4G. Per i fondi pubblici banda larga adesso resta solo una generica promessa contenuta in una bozza del maxi emendamento alla Legge di Stabilità. Durissimo è il giudizio degli esperti anche sulla Pec, la Posta elettronica certificata. Anche se Brunetta lo reputa un successo, è un flop secondo Ernesto Belisario, Fulvio Sarzana e Guido Scorza (avvocati specializzati in materia). Reputano insufficiente il numero dei cittadini con la Pec e il numero di amministrazioni che l’hanno adottata. Ancora più nel mondo delle idee è la carta d’identità elettronica. Ma per questa, come per altre cose, l’ultima legislatura ha ereditato ritardi ed errori delle passate, senza riuscire a darvi una svolta.

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