DAILY WIRED NEWS SCIENZA
L’Iran prepara armi nucleari
Un rapporto della Aiea denuncia la costruzione di ordigni. La comunità internazionale è in fermento. Ecco le prove che hanno portato
09 novembre 2011 di Martina Saporiti
L’ Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) dell’ Onu ha pubblicato un rapporto sul programma nucleare dell’ Iran. I contenuti del documento preoccupano non poco gli ispettori delle Nazioni unite, che scrivono: “ L’Iran sta lavorando per sviluppare armi atomiche”. La dichiarazione più dura rilasciata dall’Agenzia da quando è alle calcagna di Ahmadinejad con l’obiettivo di riuscire a scoprire i segreti della possibile deriva bellica del suo programma nucleare. La notizia, naturalmente, ha messo in allarme le potenze del mondo: la Francia è pronta ad adottare " con tutti i paesi che la seguiranno" sanzioni " di una proporzione senza precedenti" contro l'Iran. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese Alain Juppé in un comunicato divulgato alle agenzie di stampa. Israele minaccia un attacco militare anche senza il benestare degli Stati Uniti. Solo la Cina cerca di abbassare i toni invitando a una soluzione pacifica del problema.
Un intero capitolo del rapporto è dedicato all’analisi dell’attendibilità delle fonti da cui gli ispettori Onu hanno ottenuto le informazioni. Le ferite dell’ Iraq sono ancora aperte, ancora vivo il ricordo di tutti gli errori (le bugie?) di intelligence sull’esistenza delle armi di distruzione di massa che aprirono la strada all’invasione militare dell’Iraq nel 2003. A onor del vero, sul caso Iraq la Aiea dimostrò un atteggiamento più che prudente: mise in guardia l’amministrazione Bush sulla debolezza delle prove a favore dell’esistenza di un programma nucleare, ma non venne ascoltata. Invece, in questo caso, gli ispettori assicurano che le informazioni sono più che affidabili: provengono da oltre 10 paesi (di cui non rivelano il nome) e da fonti indipendenti, per esempio da persone che in passato hanno partecipato al programma nucleare iraniano. Addirittura, sembra che una parte delle notizie arrivi dal computer di uno scienziato portato clandestinamente fuori del paese.
Anche se gli ispettori non sono in grado di dire quanto tempo ci vorrà prima che l’Iraq sviluppi un ordigno atomico, il rapporto sottolinea che, negli ultimi anni, il paese ha fatto grandi passi in avanti sul nucleare, passando dalla teoria alla pratica. Nel 2008 e nel 2009, infatti, i tecnici iraniani avevano già elaborato simulazioni computerizzate per studiare l’esplosione di ordigni atomici. In particolare, avevano analizzato i processi che portano le onde d’urto generate da esplosivi a comprimere il combustibile atomico racchiuso in un ordigno nucleare innescando una reazione e un’esplosione. Modelli teorici che rischiano di diventare realtà: dal 2000, nella base militare di Parchin, a pochi chilometri di Tehran, è in corso la costruzione di un edificio per la realizzazione di questo tipo di test.
Quali sono gli altri fronti su cui il Ministero della Difesa iraniano (che ha in mano il programma nucleare) sta lavorando? Sulla ricerca di una fonte sicura di uranio da poter arricchire per creare combustibile nucleare e su come maneggiare esplosivi nucleari (ne avrebbe già preparati 14 per lanciare un missile ad ampio raggio equipaggiato con ordigni nucleari).DAILY WIRED NEWS SCIENZA
L’Iran prepara armi nucleari
Un rapporto della Aiea denuncia la costruzione di ordigni. La comunità internazionale è in fermento. Ecco le prove che hanno portato
09 novembre 2011 di Martina Saporiti
In totale, si legge nel rapporto, L’Iran starebbe lavorando a una decina di progetti differenti, molto simili a quelli in cui i paesi che hanno già sviluppato armi nucleari (Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Gran Bretagna, Israele, India e Pakistan) si sono già imbattuti. E non è un caso che la Casa Bianca, come leggiamo sul New York Times, giudichi i test sui sistemi di detonazione molto preoccupanti: “ E’ la prova più tangibile del fatto che l’Iran sta davvero lavorando allo sviluppo di ordigni nucleari”.
La reazione della Repubblica Islamica, naturalmente, non si è fatta attendere. “ Il rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica è di parte, non professionale e mosso solo da motivazioni politiche”, ha detto all’agenzia di stampa iraniana Ali Asghar Soltanieh, il rappresentante dell’Iran all’interno AIEA. Il presidente Ahmadinejad, dal canto suo, dichiara che i test andranno avanti e punta il dito contro gli Stati Uniti. “ Se l’Agenzia è sopra le parti, perché non ha mai compilato alcun rapporto sulle migliaia di armi nucleari nascoste nelle basi militari statunitensi?”, chiede il Presidente iraniano. C’è da dire che l’Iran non sta facendo molti sforzi per dialogare con l’Onu. Anzi, tiene Mohsen Fakhrizadeh (il professore di Terhan a capo del programma nucleare) ben lontano dagli ispettori della AIEA, che non sono mai riusciti a parlarci.
Dal punto di vista politico, agli Stati Uniti spetta il ruolo più delicato. In imbarazzo per quanto successo in Iraq, sono sempre stati restii a un intervento deciso contro l’Iran (nonostante conoscessero da tempo tutti i dettagli descritti nel rapporto Aiea). Tutte le azioni intraprese sino a oggi (ricordiamo solo l’ operazione Stuxnet, un attacco informatico ad opera di Israele e Usa che rallentò, ma non fermò, i piani iraniani di arricchimento dell’uranio), sono state assolutamente insufficienti. Il rapporto lo dimostra: l’Iran continua il suo programma nucleare nonostante le sanzioni e le pressioni internazionali. Ma allora che fare? Non si sa, sappiamo solo che Obama non condivide l’ipotesi israeliana di un attacco militare, perché teme non risolverebbe la questione ma incoraggerebbe l’Iran a continuare a tenere le cose nascoste.







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