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martedì 8 novembre 2011

«Miracoli impossibili, il caos si sposta» - Corriere di Bologna

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«Miracoli impossibili, il caos si sposta»
Il sociologo Marzio Barbagli, esperto di criminalità: la vera prevenzione è delle forze dell'ordine

Marzio Barbagli

BOLOGNA - Analizza i fenomeni di criminalità e cerca di capire da cosa sono originati e come si possono curare. E siccome Marzo Barbagli, professore ordinario di Sociologia generale presso la facoltà di Scienze statistiche dell’Università, Bologna e via Petroni le conosce bene, ammette a malincuore: «Questi problemi sono davvero di difficile soluzione».
Professor Barbagli, agire drasticamente sugli orari di chiusura dei locali secondo lei qualche effetto lo può avere comunque?
«Un’ordinanza di questo tipo non può assolutamente fare miracoli. Finché il sindaco non riprenderà in mano personalmente la politica della sicurezza, un problema come quello di via Petroni riemergerà continuamente. È vero che il presidio di alcune zone spetta alle forze dell’ordine, ma i cittadini si aspettano che sia il primo cittadino a risolvere il problema».
C’è chi teme che chiudere presto via Petroni comporterà semplicemente lo spostamento dei frequentatori di quella strada in un’altra zona. Lo ritiene possibile?
«È assolutamente possibile che ci possano essere degli spostamenti di questa popolazione che frequenta via Petroni da un’altra parte. Ma dipende tutto da dove andrà quella gente, perché se si sposta in periferia ci sarà un allentamento del problema, mentre se resta in centro il problema non solo non si risolve, ma cambia posto».
In questo quadro, cosa ne pensa dell’eventuale pedonalizzazione di via Petroni, come proposto dall’assessore Gabellini?
«La pedonalizzazione della strada la valuto positivamente, ma non si deve affatto credere che aiuterà a risolvere il problema di via Petroni alla radice».
Non abbiamo mai parlato degli esercenti. Non sarebbe decisivo il loro ruolo per cambiare la situazione?
«La soluzione del problema non passa dagli esercenti: i proprietari dei locali non possono affatto controllare la situazione. E anche chiuderli non aiuterebbe: si è sempre detto che non va affatto bene se in alcune zone non c’è vita. La vera prevenzione la fanno le forze dell’ordine con la loro presenza assidua».

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