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Wikipedia: largo alla revisione delle voci
L'enciclopedia online commissiona una ricerca sulla qualità dei suoi contenuti
07 novembre 2011 di Philip Di Salvo
Un post su Wikimedia blog ha reso pubblico il lancio di un nuovo studio sull’ accuratezza dei contenuti di Wikipedia. La ricerca sarà affidata a Epic, un’azienda inglese che si occupa di piattaforme e-learning e all’università di Oxford. L’indagine, che ha già una sua pagina sull’ eniclopedia online, segue sei anni dopo quella realizzata dalla rivista Nature, che aveva messo a confronto i contenuti di Wikipedia con quelli dell' Enciclopedia Britannica. I risultati - spesso tutt’ora citati nell’eterno dibattito tra sostenitori e detrattori dell’enciclopedia libera - furono piuttosto sorprendenti: le pagine generate dagli utenti di Wikipedia contenevano in media quattro errori per voce, laddove i tomi polverosi della Britannica, tre.
Rispetto al 2005, però, Wikipedia ha pressochè raddoppiato il suo carico di sapere e per questa ragione la Wikimedia Foundation ha indetto un nuovo screening: contrariamente a quanto svolto nella prima analisi, Epic e l’università di Oxford non si concentreranno esclusivamente sulle pagine in Inglese e sulla scienza, ma spazieranno tra più lingue e argomenti, proponendo anche analisi incrociate tra voci in idiomi diversi e con altre piattaforme online simili. L’obiettivo finale dello studio è l’incremento della qualità dei contenuti, proposito già sostenuto di recente da un finanziamento di 1,2 milioni di dollari versato dalla Stanton Foundation.
Questioni riguardanti la qualità di Wikipedia sono state sollevate nuovamente nei giorni scorsi da Sven Manguard, un editor volontario dell’enciclopedia fondata da Jimmy Wales, in un post sulla community del sito, fortemente condiviso dagli altri utenti: “ stiamo nascondendo i problemi sotto il tappeto” ha fatto notare Manguard facendo riferimento al lavoro sporco di revisione, trascurato dagli editor di lingua inglese tra cui spiccherebbero le 250'000 pagine cui mancano le fonti corrispondenti ormai a circa il 6% delle voci complessive. Insieme all’assenza di riferimenti bibliografici, il problema relativo alla qualità si estenderebbe anche a 8.500 pagine la cui imparzilità è stata messa in discussione (e mai risolta), 10mila accusate di contenere materiali d’autore e 5.500 la cui accuratezza è tutt’ora dubbia.







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