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Il filosofo Consigliere di Nerone, fu da lui costretto al suicidio
E Seneca ammoniva: seguite il vostro logos
Un' etica fondata sul primato della ragione Gli ammiratori La sua concezione affascincuni importanti scrittori cristiani tra i quali Tertulliano e Lattanzio
P ichiunque altro, Seneca illustra la grandezza e il fallimento della filosofia antica. Nato qualche anno prima di Cristo a Cordova, in Spagna, da una famiglia di elevata condizione sociale, ricevette un' educazione completa e raffinata, sia in campo retorico e letterario, sia filosofico. Stabilitosi a Roma, potendo contare sulla fitta rete di relazioni della famiglia, si avvila carriera politica nella corte di Caligola prima, e di Claudio poi. Da quest' ultimo Seneca venne condannato all' esilio in Corsica, per motivi che restano in gran parte oscuri (l' accusa di avere intrattenuto una relazione adulterina appare strumentale); solo nel 49 dopo Cristo fu richiamato a Roma, grazie alla nuova moglie di Claudio, Agrippina, che gli affid educazione del figlio ed erede al trono, Nerone. Seneca rimase al suo fianco durante i primi anni di regno, dal 54 al 62, quando le divergenze tra i due si fecero insanabili; ritiratosi a vita privata, nel 65 Seneca fu costretto al suicidio dall' imperatore, che l' accusava di aver congiurato ai suoi danni. Grazie alla penna di Tacito, il racconto della sua morte ivenuto una delle pagine piebri della letteratura latina, consacrando la fama di Seneca quale perfetto filosofo, impassibile di fronte a ogni avversitcome egli stesso aveva teorizzato nel trattato su La fermezza del saggio . La fede assoluta nella capacitella ragione di indirizzare l' agire dell' uomo lla base dell' opera di Seneca, come pure di tutta la filosofia antica. Se lo sforzo dei primi pensatori greci era stato quello di indagare la realtel mondo fisico, da Socrate ad Aristotele era divenuto centrale il problema politico di individuare e costruire la migliore forma di convivenza tra gli uomini; il fallimento dei loro tentativi aveva portato al ripiegamento della filosofia ellenistica nella dimensione individuale dell' etica, alla ricerca della felicitossibile per il singolo. Nell' opera senecana si intrecciano tutte queste tematiche, attorno alla frattura segnata dallo scacco subito, ancora una volta, nel tentativo di affiancare il sovrano per realizzare il miglior governo; tale compito ncora affidato al sapiente nel saggio su La tranquillitell' animo , mentre La vita ritirata segna il definitivo congedo di Seneca dalla scena pubblica e il ritorno a indagini di tipo fisico con le Questioni naturali e di etica individuale con le Lettere morali a Lucilio . Nel rapporto epistolare assistiamo al dipanarsi di una vera e propria direzione spirituale, mirata alla formazione intellettuale e morale dell' amico, cui Seneca raccomanda letture e riflessioni, suggerisce comportamenti e scelte, impartisce consigli e ammonimenti. Tutto, nell' etica senecana, ruota attorno al ruolo egemonico della ragione e delle sue capacitognitive, che mettono in grado l' uomo di desumere dalla struttura della realtn cui vive i precetti generali per agire in conformitl principio razionale immanente, il logos , che governa l' intero universo. L' individuo deve semplicemente seguire il proprio logos , riflesso di quello cosmico; l' errore etico costituisce la conseguenza di un deficit di conoscenza. Seguendo le indicazioni della ragione, ossibile mantenere il giusto equilibrio tra le diverse pulsioni dell' animo e conservare la propria stabilitinteriore ed esteriore, nel mutare delle circostanze. L' impassibilit la serenitel sapiente non determinano perdifferenza e distacco verso gli altri, bensna controllata solidarietlontana da ogni eccesso. Tuttavia, in Seneca emerge anche un lato piuieto e contraddittorio, che in parte lo distanzia dalla tradizione stoica cui si rifei trattati filosofici; le sue tragedie rappresentano cie accade quando la ragione perde il controllo e il furor ne prende il posto: la passione travolge ogni limite disposto dal logos , ma i protagonisti, come Fedra, ne appaiono del tutto consapevoli. Per il rigore morale che ne ispira gli scritti, Seneca ha affascinato i primi scrittori cristiani, da Tertulliano a Lattanzio ad Agostino, sino all' epistolario apocrifo tra Paolo e Seneca approntato nel IV secolo. Tuttavia, un punto decisivo li distingue; nella visione stoica, tutto quanto accade risponde a un impersonale disegno provvidenziale, cui l' uomo non pu alcun modo sottrarsi: secondo una celebre formula delle Lettere a Lucilio , ducunt volentem fata, nolentem trahunt (il destino guida chi lo asseconda, travolge chi si oppone). Rifiutando ogni determinismo, il cristianesimo riconoscerell' agire etico il ruolo della ragione, ma soprattutto della libertRIPRODUZIONE RISERVATA
Rizzi Marco
Pagina 40
(14 marzo 2012) - Corriere della Sera
venerdì 16 marzo 2012
E Seneca ammoniva: seguite il vostro logos
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