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mercoledì 14 marzo 2012

Ecco come si ritrova un Leonardo scomparso - Wired.it

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Ecco come si ritrova un Leonardo scomparso
Dalle analisi effettuate a Palazzo Vecchio a Firenze, inizia a fare capolino La battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci, nascosta sotto un dipinto di Vasari
13 marzo 2012 di Martina Pennisi
Qualcosa, dietro la parete Est del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, c'è. E ci sono scientifiche ragioni per pensare che si tratti della Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci. E' quanto ha annunciato Maurizio Seracini, direttore scientifico del Centro Diagnostico per i Beni Artistici e Architettonici di Firenze, da trent'anni sulle tracce del misterioso dipinto del '500. " Si tratta dei primi risultati di analisi chimiche che abbiamo fatto sui campioni prelevati dietro la muratura del Vasari", spiega a Wired.it Seracini, citando l'affresco - La Battaglia di Marciano - dietro il quale dovrebbe trovarsi l'opera di Leonardo. La presenza di pigmenti è già di per sé " una forte indicazione del fatto che stiamo lavorando sulla parete giusta" e questi " frammenti non possono che provenire dall'unica pittura alla quale fanno riferimento i documenti esistenti". Seracini fa riferimento agli indizi lasciati dal genio fiorentino stesso sui suoi taccuini, " proseguo a rilento a dipingere la mia Gioconda e pochi giorni fa ho ricevuto l'incarico di affrescare una parete di Palazzo Vecchio con l'immagine della Battaglia di Anghiari", e dell'indizio " Cerca Trova" che il Vasari ha lasciato sulla sua opera.

Ma c'è di più: in questi pigmenti, fa capolino un nero " la cui composizione di manganese e ferro, secondo quanto risulta da una pubblicazione del Louvre del 2010, è presente o anche nella Gioconda e nel San Giovanni Battista". " Abbiamo trovato anche", prosegue Seracini, " della lacca rossa, pigmento che si usa nelle pitture a olio" e che sarebbe ulteriore prova della mano di Leonardo e del motivo per cui ha abbandonato il lavoro: " deve aver avuto grossi problemi nell'asciugare i colori". Anche la paternità del beige visibile sulla parete è attribuibile solo a un pennello. La National Geographic Society, promotrice dello studio e autrice di un documentario in onda il 20 marzo sul canale 403 di Sky, fa inoltre riferimento alla presenza di un'intercapedine tra il muro di mattoni su cui il Vasari dipinse il suo affresco e il muro alle sue spalle: non ce ne sono altre all'interno del Salone ed è ragionevole pensare che si tratti di un tentativo di difendere il dipinto di Leonardo.

I risultati si devono all'esplorazione di una sonda endoscopica di aree " di sette centimetri quadrati attraverso sei fori di sei millimetri", segnalati dai restauratori dell' Opificio delle Pietre Dure per non rovinare l'opera del Vasari. Con lo stessa modalità, spiega Seracini, proseguiranno le ulteriori ricerche, previa autorizzazione del ministero per i Beni Culturali, del comune di Firenze e del Polo Museale fiorentino. Il sindaco del capoluogo toscano, Matteo Renzi, caldeggia su Twitter una presa di posizione governativa in questo senso.

(Credit per la foto: Corbis)

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