Sembra scontato dirlo, una frase messa lì per la circostanza, ma Lucio Dalla, scomparso a 68 anni oggi, primo marzo, stroncato da un infarto a Montreux, Svizzera, è stato il cantautore più multimediale tra i vari italiani. Francesco De Gregori? Poetico, ma troppo nobile, troppo diffidente per sprimentare nuovi media, nuove forme d'espressione che non fossero la musica. Fabrizio De André? Grandissimo, ma troppo accademico e letterario, troppo legato alla tradizione dei cantautori per uscirne fuori. Lucio Battisti? Un grande classico, il Petrarca della canzone italiana, ma diede il meglio di sé in tempi così lontani che nemmeno un genio avrebbe potuto immaginare quelli correnti.
Lucio Dalla era il più disposto a sporcarsi le mani, a duettare, cambiare pelle mantenendo comunque la purezza del suo genio, l'appetito di una vorace curiosità. Era capace di sbilanciarsi e mettersi in gioco. A leggerle oggi, certe sue dichiarazioni sembrano i post irriverenti di un blogger fuori controllo. Dei Prozac+ disse che " la loro musica è di un rigore assoluto, paragonabile a quello della Gioconda. Li ho visti in concerto due volte: fuori della scena sembrano dei tour operator, sul palco sono da neurodeliri", e degli Articolo 31, nel 1998: " Gli ultimi quattro album italiani importanti sono quelli degli Articolo 31: i loro testi sono assolutamente unici". Riuscite a immaginarlo un altro padre della canzone italiana sbilanciarsi con tanta disinvoltura?
Ma Dalla non è stato solo cantautore, anche attore, gallerista d'arte, scopritore di talenti e tra i primi ad aver capito le potenzialità di Internet. E non è un modo di dire: nel 2001 fu il primo direttore artistico di My-Tv, la prima web tv italiana che trasmetteva in streaming. La sua musica riflette questa ansia di sperimentazione a tal punto da risultare caotica. Un enorme motore di ricerca che può trovare ordine solo inserendo delle parole e avviando una ricerca. Qualsiasi parola. Digiti " Amore"? Tra i primi cd indicizzati troverai Americaruso forse il suo più celebre. Digiti " auto"? La prima canzone a comparire sarà Il motore del 2000. Scrivi " Bologna", la sua Bologna dove nacque e viveva in una casa centralissima di 2mila metri quadri che somigliava a un Luna Park a detta da chi ci è stato? La ricerca non potrà non darti Piazza Grande, canzone dedicata a un senzatetto felice di esserlo e che dorme in Piazza Grande, che sarebbe poi Piazza Maggiore, il centro del capoluogo emiliano, e che iniziava dicendo " Dormo sull'erba e ho molti amici intorno a me / gli innamorati in Piazza Grande / dei loro guai dei loro amori tutto so, sbagliati e no" e termina così: " E se non ci sarà più gente come me / voglio morire in Piazza Grande / tra i gatti che non han padrone come me attorno a me".
(Credit per la foto: Corbis)







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