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venerdì 2 marzo 2012

Google cambia la privacy: 9 punti per capire che succede - Wired.it

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Da oggi la privacy per i servizi di Google è tutta diversa, nonostante le lamentele dell'Unione europea. Ecco le risposte alle più comuni domande.

Perché Google cambia la privacy?

Fino a ieri Google utilizzava politiche di privacy diverse per ogni servizio. Con una sola politica al posto di 60 (sono esclusi però Chrome, Libri e Wallet), Mountain View concentra in un unico luogo tutti i dati raccolti dai vari servizi.

Cosa comporta questa operazione?

Ecco qualche esempio. Google può ora usare le parole che abbiamo cercato in Search per proporci video in YouTube. Se scriviamo in Google Docs il nome di una persona che abbiamo accerchiato in Google Plus questo viene automaticamente corretto. Gli annunci pubblicitari sono ora ancora di più su misura.

Perché ci sono tante proteste?

Google ha creato dipendenza nei confronti dei propri prodotti utilizzando una privacy diversa. L’esempio più appropriato è quello di chi ha comprato uno smartphone Android e ora scopre che l’uso del telefono può incidere sulle proprie ricerche. Come spiega Usa Today, con la nuova privacy Google ha una conoscenza molto più approfondita del proprio miliardo circa di utenti.

Ci sono state anche proteste ufficiali?

Non proprio. L’agenzia francese Cnil, incaricata dall’Ue di studiare la nuova privacy di Google, ha invitato a una pausa di riflessione nell’ipotesi che le nuove regole possano violare le norme europee. La Federal Trade Commission, con cui Google ha chiuso un accordo proprio sulla privacy, ha preso visione delle nuove politiche, ma non si è pronunciata sull’incontro avuto con Google, né Google l’ha fatto.

Come faccio a sapere cosa sa Google su di me?

Google raccoglie dati. Per avere una panoramica dei servizi di Google utilizzati e per gestirli l’utente ha a disposizione la Google dashboard.

Basta non essere loggati per non essere profilati da Google?

No. Google profila sempre e comunque i propri utenti, ma se questi non sono loggati li considera come dei numeri. Li traccia comunque per determinare la pubblicità il più possibile vicina ai loro interessi. È possibile però richiedere di non ricevere annunci personalizzati e bloccare i cookie tramite il proprio browser (Google spiega come fare in Chorme, ma così facendo si perdono alcune preferenze).

Che dati raccoglie Google?

Di tutti i tipi. Ecco qualche esempio. Tutti quelli forniti durante la creazione dell’account, come nome, indirizzo email, numero di telefono, foto ed eventualmente carta di credito. Quali servizi l’utente utilizza e come. Con che dispositivo l’utente si collega (compreso l’eventuale numero di telefono), quale browser usa, indirizzo ip, eventuali crash, informazioni sulle chiamate, posizione, preferenze, query di ricerca. Per l’elenco completo si può consultare la pagina dedicata alla privacy di Google.

Cosa fa esattamente Google con i miei dati?

Google offre i propri servizi gratuitamente. In cambio raccoglie dati sugli interessi dell’utente per mostrargli annunci personalizzati. Con la nuova privacy Google è in grado di avere un profilo ancora più specifico per ogni utente, aumentando così il numero di click su banner e link sponsorizzati (gli inserzionisti pagano un tot per click). Mountain View utilizza inoltre l’analisi dei dati anche per migliorare i servizi offerti, come per esempio con i suggerimenti nelle ricerche.

Posso controllare quello che fa Google con i miei dati?

In parte sì. Google mette a disposizione degli strumenti per la gestione della privacy.

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