ITALIAN VALLEY NEWS
Save the mom, un social network per la famiglia
Il progetto della startup bresciana in collaborazione con il mensile Myself mette al centro del progetto la mamma: ecco come salvarla, nel giorno della festa delle donne
08 marzo 2012 di Silvio Gulizia
Save the mom è un social network familiare che mette a disposizione calendario, lista della spesa, check-in e una bacheca familiare. È disponibile da oggi via Web o mobile, con app al momento per iOS (Android è in arrivo). Il suo debutto in Rete è sul canale web del mensile femminile Myself all'interno di Style.it, grazie a una partnership con Condè Nast, l'editore di Wired Italia. È stata lanciata in beta pubblica, dopo aver vinto il Mobile APPeal Wind Business Factor, nel giorno della festa della donna, perché “mette la mamma al centro”. L’idea è di Sara Baroni, che insieme al marito Marco Gafforini ha costituito con il 21enne Davide Dattoli un team tutto bresciano. La coppia ha il doppio degli anni di Dattoli e i tre si sono conosciuti nel giro degli startupper. Dattoli infatti, dopo aver fondato e venduto una social media agency nel giro di una decina di mesi, ha lanciato Talent Garden, spazio di co-working dove i tre hanno attinto per sistemare grafica e video di Save the mom. In questa intervista Dattoli, responsabile marketing, ci spiega il progetto.
Perché puntare sulla mamma, la figura meno geek della famiglia?
“Perché la mamma è il centro della famiglia ed è attorno a lei che ruota tutto. Ed è quindi quella che fa più fatica a coordinare gli altri membri della famiglia. Partiamo con un lancio con pubblicità sui magazine apposta. Abbiamo un target molto difficile da raggiungere e la via migliore, abbiamo scoperto attraverso alcune analisi, è proprio tramite i magazine, perché ci sono tante mamme dotate di smartphone che però non navigano su Internet”.
Come pensate di guadagnare?
“In Italia l’applicazione è gratuita perché abbiamo stretto un accordo per la diffusione con Condè Nast. All’estero, dove siamo chiudendo accordi con altri editori, è gratuita per i primi trenta giorni, poi chiediamo un abbonamento a famiglia di 4,99 euro al mese. In prospettiva però potremmo generare ricavi anche dalla pubblicità. Abbiamo un algoritmo che è in grado di suggerire prodotti sulla base di uno storico e può funzionare per la spesa come per eventi geolocalizzati o attività come suggerire la visita dal dentista perché è molto che uno non ci va”.
Qual è il vostro business model?
“ Nel 2012 vogliamo affermarci in Italia e lanciare il prodotto a livello europeo. L’app è già disponibile in tutti gli store e stiamo chiudendo accordi con editori di altri paesi. Vogliamo raggiungere un milione di utenti per fine anno prima di lanciare negli Stati Uniti. Per questo passo però ci serve un finanziamento da 1,5 milioni di euro".
Chi sono i vostri competitor?
“In Europa nessuno. In America invece c’è Cozi che ha già tre milioni di utenti”.
Save the mom è anche uno strumento per controllare i figli?
“Non lo è, ma può anche servire allo scopo. I check-in geolocalizzati interni sono più affidabili di un sms per sapere per esempio se tuo figlio è arrivato a casa o a scuola”.







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