nuovi mestieri
Come vivere facendo l'oracolo di strada
Il giovane che legge versi scritti negli occhi della gente
MILANO - Sarl precariato (semi)permanente, sarhe “l'uomo – parola del romantico Friedrich Hrlin – poeticamente abita su questa terra”, la figura del vate di strada n ascesa: un po' lavoro creativo, un po' arte di arrangiarsi. Ricorderete la storia di Zena Rotundi ), la sibilla con laurea in filosofia, che gira l'Italia sfornando aforismi estemporanei. Sguardo fisso sulla cavia di turno, curiosa di ricevere l'oracolo. E disposta a pagare per sentirsi raccontare di sa una sconosciuta. Il suo non n caso isolato: il genere, a quanto pare, n espansione. Capita, cosd'imbattersi nel clone maschile della poetessa pugliese: Giovanni Porta, 37enne milanese, “legge i versi scritti nei tuoi occhi” (come recita il cartello ad uso dei passanti) in piazza Navona. La consueta festa della Befana, si sa, richiama folle oceaniche: ottima occasione per agganciare clienti. Giovanni, anche dopo aver visto Zena a Otranto, si onvertito alla formula istantanea per esigenze pratiche: “Quando mi sono trasferito a Roma due anni e mezzo fa – racconta – ho capito che, nelle sere d'inverno, dovevo accorciare i tempi di attesa”.Giovanni Porta
ASPETTO VISIVO - Ed ecco che al ritratto poetico – breve scambio per sondare la personalitell'intervistato – ubentrata la “diagnosi” di poche righe. “Non potevo tenere la gente al freddo – ricorda il versificatore, diventato assiduo di piazza Sant'Egidio, a Trastevere – rischiando che tirasse dritto. Coso cambiato approccio, puntando sull'aspetto visivo”. A ispirarlo tato anche l'incontro con un guru della Gestalt, la sua specialitGiovanni, laureato in psicologia a Padova, lavora come educatore a partita Iva in una cooperativa sociale ndr): “Mi ha molto colpito il professor Erving Polster: a un convegno ha raccontato che, per rendere meno noioso uno dei suoi primi lavori in un centro commerciale, si soffermava a osservare la bellezza delle persone”. L'allievo ha ereditato l'approccio: “Guardo gli occhi, la prossemica, la postura e cerco di tradurli in rime sciolte”. In abiti total black, da poeta esistenzialista, incuriosisce la platea – piereccia che lirica – della piazza: una signora in pelliccia, imbambolata davanti alla sua postazione (tappeto “magico”, sgabello e penna d'oca), dice di trovarlo “interessante”: non deve essere l'unica se, alla fine di una giornata propizia, Giovanni si mette in tasca 300 euro.
TARIFFA FISSA - Complice la tariffa fissa, negoziabile solo per chi ha poca disponibilit non si riconosce nel verdetto, mentre Zena si accontenta dell'offerta libera: “Chiedo 3 euro, per evitare file interminabili da ambulatorio medico – spiega l'autore – e orde di ragazzini che hanno solo voglia di sfottere”. Il metodo, finora, ha funzionato: “Prima di trovare lavoro, anche se da libero professionista mi considero sempre un po' precario – ammette il vate – vivevo di questo”. Giperchalliope empre stata la sua passione: “Al liceo amavo i poeti maledetti, in particolare Rimbaud, mentre adesso preferisco la sempliciti Gibran, Tagore, Alda Merini”. Vincitore, anni fa, del Premio nazionale di poesia “Walter Tobagi”, si atto le ossa nei festival come il Busker di Ferrara e altre manifestazioni in giro per l'Italia. Peccato che, nella Capitale, le norme sugli artisti di strada si stiano facendo piere: “Chisse potrntinuare – dubita Giovanni – , se dovessi smettere sarebbe un vero dispiacere: non ne faccio una questione personale, ma se penso che questa a citti Belli e Trilussa... Noto che la gente ha ancora bisogno della poesia e la rispetta. Forse cerca qualcosa, forse ha bisogno di comunicare con un estraneo dal quale non si senta giudicata”.Maria Egizia Fiaschetti7 gennaio 2012 | 17:31 RIPRODUZIONE RISERVATA
domenica 8 gennaio 2012
Come vivere facendo l'oracolo di strada - Corriere della Sera
via corriere.it
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)






Nessun commento:
Posta un commento