Se le altalene dei mercati negli ultimi tempi ti sembrano del tutto folli... hai proprio ragione. Almeno secondo John Coates, oggi neuroscienziato all’università di Cambridge ma con un passato a Wall Street, che ha indagato nel sangue dei trader per svelare come gli ormoni influenzino le Borse. A Coates l’idea frullava in testa sin da quando era lui stesso un operatore di Borsa. Diventato scienziato, si è messo a verificare quotidianamente nel sangue di un gruppo di broker londinesi i livelli di testosterone e cortisolo. Il primo è l’ormone maschile per eccellenza e regola l’attività sessuale, l’aggressività e la competizione.
Il secondo è invece associato allo stress e ha l’effetto di metterci sulla difensiva. "I trader mostravano livelli di testosterone molto più alti all’inizio dei giorni con profitti sopra la media", spiega Coates. La relazione è addirittura più evidente nei trader con due anni di pratica sul campo, segno che il testosterone influenza le performance anche dei più avveduti, portandoli a massimizzare i profitti a breve termine (è il mercato toro che spinge al rialzo gli indici).
Al contrario, il cortisolo sale nell’incertezza (come oggi), rendendo i trader più avversi al rischio (il mercato è orso quando va al ribasso). I mercati finanziari sono insomma il prodotto degli ormoni in circolazione quel particolare giorno. La soluzione? Più donne trader. I due sessi hanno sistemi ormonali molto diversi, le donne hanno meno testosterone e reagiscono con meno cortisolo allo stress.
(Credit per la foto: Jin Lee/Bloomberg via Getty Image)
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