Già lo scorso marzo la Commissione europea aveva dato inizio a investigazioni preliminari sul prezzo degli ebook - giudicato troppo alto, ma oggi è arrivata la comunicazione ufficiale di un’ indagine antitrust sul settore: il sospetto è che il costo eccessivo dei libri digitali possa essere causato volontariamente da un cartello di case editrici interessate a tenere alti i prezzi e a restringere il mercato. Con la complicità di Apple.
L’indagine riguarda i gruppi editoriali Hachette Livre (Lagardère Publishing, France), Harper Collins (News Corp., USA), Simon & Schuster (CBS Corp., USA), Penguin (Pearson Group, Uk) and Verlagsgruppe Georg von Holzbrinck (proprieataria, tra le altri di Macmillan, Germania), sospettati di aver messo in atto, probabilmente con l’aiuto di Cupertino, attività anti-competitive contrarie alle leggi europee.
In particolare Apple è accusata di aver aiutato, con degli accordi aziendali segreti, i cinque gruppi editoriali a tenere alti i prezzi degli ebook in concomitanza del lancio dell’ iPad nel 2010. Sotto indagine andranno anche i cosiddetti agency agreements che la casa di Cupertino avrebbe firmato con gli editori. Questi accordi prevedono che sia il publisher stesso a decidere a quale prezzo gli store online debbano vendere i titoli ai clienti. Proprio questi accordi avrebbero causato la scarsa fluidità del mercato: il modello è opposto a quello adottato da Amazon che, al contrario di Apple, acquista gli ebook all’ingrosso, potendo così decidere autonomamente a quale prezzo offrirli ai lettori.







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