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mercoledì 14 dicembre 2011

Stefano Rodotà: “Se il reddito fa il cittadino” - Wired.it

Condé Nast

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SOCIETÀ CON SOCIO UNICO

Sta tornando la cittadinanza censitaria. I diritti sono sempre meno universali e sempre più legati alle disponibilità economiche. La crisi ha accelerato e reso più evidente un processo che, tuttavia, era già visibile con la progressiva riduzione dei diritti sociali, con l’insistito riferimento al mercato come ineludibile legge “naturale”.

E così salute, istruzione, conoscenza diventano merci. Avrò tanta salute, istruzione, conoscenza quanta potrò comprarne sul mercato. La cittadinanza censitaria, lo sappiamo, è nata sul terreno dei diritti politici. Poteva votare solo chi aveva un reddito superiore a una certa cifra, oltre a essere maschio e alfabeta. Il combinarsi di questi tre fattori fece sì che, alle prime elezioni dell’Italia unita, nel 1861, gli aventi diritto al voto fossero solo l’1,9% della popolazione. Finalmente, nel 1946, anche le donne poterono votare.

Oggi sono di nuovo all’opera meccanismi di esclusione che, legittimati con l’appello alla durezza della crisi, riducono i diritti e fanno crescere la diseguaglianza. I poveri diventano sempre più poveri non solo per le difficoltà materiali, ma perché s’impoverisce la loro dotazione di diritti e questo preclude loro quella pienezza di vita che continua a essere garantita ai più abbienti. Si dirà che è sempre stato così e che i tentativi di imporre con la forza l’eguaglianza si sono tutti risolti tragicamente. A questo punto, però, vi sono due domande ineludibili.

Qual è la misura della diseguaglianza compatibile con la democrazia? E si può accettare che, in democrazia, i meccanismi istituzionali di esclusione delle persone attraverso la riduzione dei loro diritti prevalgano su quelli di inclusione? In definitiva, si tratta di stabilire quali sono i diritti di cui tutti devono poter godere allo stesso modo e, quindi, che cosa debba rimanere fuori dal mercato.

Questa situazione può aggravarsi nel futuro. Si annuncia l’avvento del post-umano, con la sua promessa di straordinari miglioramenti nel corpo e nella mente. Un esempio: gli esperimenti per rendere possibile un accrescimento dell’intelligenza per via genetica. Ma chi avrà accesso a questa nuova, straordinaria opportunità? Soltanto gli abbienti? E così, di slittamento in slittamento, accanto al rischio della cittadinanza censitaria si materializzerà anche quello di una società castale?

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