Tutto ha avuto inizio con un lungo viaggio, durato dal 2003 al 2008. “Con alcuni amici abbiamo deciso di arrivare in auto in Sudafrica, a Città del Capo, dividendo il viaggio in varie tappe di qualche settimana l’una”, dice Matteo Brusoni, presidente di Propeller. “Nel corso del viaggio siamo venuti in contatto con molte realtà locali. In particolare ci siamo resi conto dell’esistenza di queste piccole strutture sanitarie, chiamate poste de santé, che erano gestite da personale qualificato ma che nel giro di due o tre mesi dalla loro creazione non avevano più nessun approvvigionamento e quindi non potevano proseguire nel loro compito”.
Da questa esperienza è nata Propeller, un progetto il cui fine è quello di distribuire nel continente africano pacchi contenenti vari tipi di medicinali e materiale sanitario. “La distribuzione avviene in maniera diretta o attraverso ‘viaggiatori africani’, cioè persone che intraprendono un viaggio con mezzi propri. La principale base di smistamento è Milano ma è presente anche una succursale in Namibia, a Windhoek, per la distribuzione da sud verso nord. I pacchi sono tracciati attraverso il ritorno di ricevute che attestano la destinazione finale, mentre i contatti che abbiamo con i medici destinatari ci permettono di essere sempre aggiornati sulla condizione delle scorte”.
A oggi sono state distribuite alcune decine di pacchi ma l’ambizione è quella di riuscire, con le risorse adeguate, ad arrivare a 300 pacchi all’anno. “Abbiamo iniziato autofinanziandoci; poi, grazie al 5 per mille e ad alcune donazioni da parte di terzi, stiamo incrementando la nostra attività”.
L’ultima avventura dei propeller è in pieno corso e ha una matrice ecologica. L’idea è venuta proprio a Matteo Brusoni, che ha deciso di trasformare una vecchia Renault 4 in un’auto elettrica. A metà novembre quindi, il presidente della onlus, insieme a Michele Concina che si occupa della comunicazione e della logistica, e a Stefano, detto Diodo, perito elettronico che sovrintende alla parte tecnica della missione, è partito con destinazione Dakar per consegnare alcuni pacchi: “L’idea è quella di recapitarne due in Marocco, uno in Mauritania e un quarto, possibilmente, all’ingresso del Senegal”.
La Renault 4, che monta comunque dei pannelli solari che le consentono una certa indipendenza, è affiancata da un camper d’appoggio che grazie a 12 grandi pannelli fotovoltaici consentirà la ricarica dell’auto. “Viaggeremo principalmente all’alba e al tramonto, affrontando due tappe giornaliere di circa 100 km l’una. Prevediamo di arrivare a destinazione nel giro di tre settimane”.
E per il futuro? “Al di là delle attività di Propeller, mi piace immaginare una Parigi-Dakar dove tutti i mezzi in gara siano rigorosamente elettrici”.







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