Una crescita del 5,9% nel 2010 e del 49% negli ultimi 20 anni, un record storico nelle emissioni di anidride carbonica, che minaccia di innalzare la temperatura media mondiale oltre la soglia dei 2 gradi centigradi. Lo dice un rapporto del Global Carbon Project pubblicato su Nature Climate Change. L'impatto della crisi economica - che aveva abbassato le emissioni del 1,4% nel 2009 - ha avuto vita breve. E la concentrazione di CO 2 nell’atmosfera è arrivata a toccare le 390 parti per milione (ppm), dalle 280 che si misurava solo nel 1850. È un dato che chi in questi giorni si trova a Durban, alla 17esima conferenza delle parti della Convenzione delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, conosce bene. La tanto vituperata anidride carbonica è infatti ritenuta la principale responsabile dell’ effetto serra di origine antropica a cui stiamo assistendo (contribuirebbe per il 64% secondo le ultime stime) e, quindi, dell’aumento della temperatura globale di un grado centigrado.
Ci sono, però, altri gas e inquinanti sul banco degli imputati, che sono responsabili del restante 36% dell’effetto serra: una percentuale affatto trascurabile e su cui, forse, potrebbe essere più semplice intervenire, come riporta Scientific American. L’aumento della loro concentrazione nell’atmosfera, infatti, è innegabilmente legato alle azioni umane: il Programma ambientale delle Nazioni Unite ha stimato che tagliando le emissioni di metano e del black carbon (la fuliggine) si potrebbe evitare l’aumento di temperatura di 0,7 gradi centigradi da qui al 2040. Ecco i principali gas serra su cui si potrebbe agire.
Metano (CH 4)
È il più comune dopo l’anidride carbonica. È presente in 1,8 parti per milione nell’atmosfera. Secondo la World Meteorological Organization, la sua concentrazione è aumentata del 158% dal 1750. Le risaie, gli allevamenti, i concimi e la produzione di carbone e petrolio sono le principali fonti di natura antropica. Le paludi, invece, sono le principali fonti di origine naturale. La molecola rimane in circolazione per appena un decennio, ma in questo periodo intrappola calore 25 volte di più di quanto non faccia una molecola di CO 2 in un secolo. Esistono poi delle riserve di metano che alcuni climatologi ritengono delle vere e proprie bombe ad orologeria: il permafrost delle regioni circumpolari è una di queste, gli iceberg e il loro caltrato (metano ghiacciato) sono un’altra.
Ossido di diazoto (N 2O)
Il famoso gas esilarante è aumentato del 20% dal 1750 e nel 2010 ha raggiunto una concentrazione nell’atmosfera di 323 parti per miliardo. La molecola persiste per circa 1.200 anni ed è un gas serra 300 volte più potente della CO 2.
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