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Dibattito
Destra e sinistra, cosa rimarrt;/h3> di Silvia Cerami
Che conseguenze avr'era Monti sulle vecchie forze politiche? Sapranno riformarsi, nel periodo tecnico, o torneranno piaci di prima? E torneranno a entusiasmare un po' gli elettori o sono destinate al tramonto? Rispondono due esperti, di matrici culturali opposte
(05 dicembre 2011)© Riproduzione riservataAlessandro Campi e Gianfranco PasquinoBipolarismo e multipolarismo, riforma della legge elettorale, impatto del governo Monti sui partiti. E ancora nuove allenze, nuovi equilibri e nuovi leader. Ne abbiamo parlato con Gianfranco Pasquino (ordinario di Scienza Politica dell'Universiti Bologna, due volte senatore della Repubblica per Sinistra Indipendente e per i Progressisti, da anni una delle coscienze critiche della sinistra) e con Alessandro Campi (docente di Storia del pensiero politico all'Universiti Perugia, per anni il politologo di riferimento della nuova destra fatta di regole e rigore cui Gianfranco Fini ha detto di ispirarsi).
L'emergere del Terzo Polo e il suo ruolo decisivo nella partita Monti significano che il bipolarismo in Italia allito?
Gianfranco Pasquino: Il bipolarismo ha vissuto una vita grama, ma tutto sommato opravvissuto agli scontri tra i due poli e anche a tutti quelli che pensano di andare in ordine sparso. Non allito, ma pusere costruito meglio.
Alessandro Campi: Di sicuro ntrato in crisi o inito per sempre quello imperniato su Berlusconi, una sorta di bipolarismo ad personam, nel quale ci si contrapponeva non a partire da programmi alternativi o da coalizioni minimamente omogenee al loro interno, ma sulla base di schieramenti assai eterogenei pro o contro il Cavaliere. Quanto al ruolo del Terzo Polo nell'attuale contesto politico, se ero che Casini tato tra i primi a chiedere un governo di unit salvezza nazionale, nche vero che l'esecutivo Monti tato il frutto dell'attivismo politico-costituzionale del presidente della Repubblica: un governo di emergenza che non necessariamente prelude alla fine in prospettiva del bipolarismo.Destra e sinistra. Sono categorie politiche che valgono ancora?
Gianfranco Pasquino: Credo di s valgono all'occhio dell'elettorato. L' 80 per cento degli elettori n grado di dire cosa sono la destra e la sinistra e di collocare il loro partito in queste due categorie. Dal mio punto di vista la differenza vera he la sinistra crede che la politica possa cambiare le cose, di contro la destra pensa che il mercato possa delineare la societ
Alessandro Campi: Sul piano dei contenuti hanno perso da un pezzo di significato, se si considera soprattutto la fine delle tradizione ideologiche che nel corso dei decenni hanno alimentato queste due categorie. Che perntinuano ad avere un senso dal punto di vista formale: sono un modo per orientarsi, seppure a grandi linee, nello spazio politico, per descrivere il conflitto politico-sociale che sta alla base di ogni democrazia, per definire il senso di appartenenza dei cittadini non ad una ideologia o a una visione del mondo totalizzante, come nel passato, ma a degli schieramenti.Quale pensa sar'impatto del governo Monti sui partiti?
Gianfranco Pasquino: Devo distinguere tra quella che a mia preferenza e quella che a mia previsione. La mia preferenza he il governo Monti possa cambiare i partiti, partiti che dal '94 al 2011 hanno dato il peggio di loro stessi. Mi auguro che questa sospensione della politica porti i partiti ad abbandonare i simulacri di quello che fu. Quanto alla mia previsione he i partiti hanno fatto un passo indietro per meglio saltare dopo. Il mio timore he arriveranno molto voraci all'appuntamento elettorale.
Alessandro Campi: In teoria dovrebbe servire ai partiti, specie ai due pindi, per rimodulare la loro offerta politica e per ridefinire il loro profilo progettuale. Se ero che Berlusconi fa parte del nostro passato e se ero che per vent'anni ci siamo innaturalmente divisi intorno la suo nome, la sua scomparsa dalla scena politica e il periodo di transizione garantito da un governo tecnico dovrebbero servire a far nascere nuove aggregazioni, pirenti e omogenee che nel passato. Il vero problema, ad ogni modo, appresentato da cie riuscir fare l'attuale governo: se avruccesso per quale ragione coloro che hanno salvato l'Italia dal disastro dovrebbe farsi da parte per rimettere il Paese nelle mani esattamente delle stesse persone che ci hanno condotti sull'orlo del baratro? Tra gli attuali ministri – a partire ovviamente da Monti – potrebbero insomma esserci non i leader di un nuovo partito, ma i protagonisti della futura scena politica. Pdl e Pd potrebbero fare a gara per accaparrarsi uomini come appunto Monti o Passera, sempre che dimostrino di essere all'altezza della sfida che si sono assunti.
mercoledì 7 dicembre 2011
Destra e sinistra, cosa rimarrà - l’Espresso
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Alessandro Campi e Gianfranco Pasquino





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