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mercoledì 7 dicembre 2011

Filosofia del bere un bicchier d’acqua « Il Confine Sensibile

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Quanno ti sete, nin ci shta cos’ chiu bbone che l’acque… E’ lu vere, vagliù!!!

L’acqua, in termini filosofici, è un oggetto reale: ovvero è tangibile, berla – quando si ha sete; ci si può immergersi – al mare d’agosto; la si può solcare – in canoa nelle montagne.

Ma è anche un concetto mentale: che significa? L’acqua la si può pensare (quando un runner del deserto finisce le scorte, hai voglia che la pensi!), la si può predicamentare; cioè, è calda, quindi è buona per un bagno rilassante, è fredda, per lavarsi la faccia all’indomani di un giorno faticoso. La si può utilizzare. Per i primi pensatori (anche ognuno di noi si pone domande su ciò che gli sta intorno) la consideravano il principio primo, la natura era a metà strada tra l’ontos, esiste perché ne ho l’esperienza, e all’eidos, è una idea, ci si può pensare, da dove si origina, forse dall’Olimpo? . Con il mitico Socrate e soci, il pensiero è tutto preoccupato della relazione della conoscenza certa e dell’opinione: l’acqua non è una opinione ma un elemento indispensabile alla vita, è un diritto e un bisogno (ma ci sono ancora una trentina di tiranni che la pensano diversamente, “ma sì, facciomene un bene di consumo, privatizziamo”). A volte penso che oltre alla dicitura “comune denuclearizzato” si possa, ahinoi, aggiungere “comune “defontanizzato”. Ah, e poi c’è quel testone di Aristotele, che tanto ha a cuore il giusto mezzo: la bolletta la paghiamo, perché ci sono gli acquedotti, le centrali idroelettriche, la manutenzione. Quindi, con l’esercizio dell’intelligenza, alle manifestazioni la sassaiola è una stronzata, hanno sete anche gli sbirri, ma neppure “Ah, me mica frega tanto, tac! Pago e bevo…”.

Ci sono sempre state epoche dense di incertezza e di cambiamenti. Epicuro l’edonista, se ne esce con lo scetticismo… e allora godiamocela, mangiamo beviamo facciamo l’amore, senza però diventarne schiavi… Anche oggi il senso comune ci ricasca con Heidegger e i vizietti, il grattino, la discoteca con pastiglia (cattiva) annessa (che se ti fa male dopo ci sono le pastiglie buone dello psichiatra). Ma Epicuro non era fesso, infatti diceva: i desideri non necessari – ma che siano utili, soddisfali, ma come eccezione alla regola… E il tema dell’acqua? Disinformazione, antipolitica, menefreghismo e qualunquismo ecc.

La conseguenza di tutto ciò, sfocia nello scetticismo, antico come il modo (tutti noi abbiamo dubbi, ma sì, anche i dogmatici… Non c’è orologio che non sbagli l’ora, non c’è oroscopo che dica delle cazzate, che tu ci speravi… ah mo’ mi trovo la fidanzata, è invece ti hanno fatto la multa.

“E il Verbo si fece carne e venne in mezzo a noi”, figlio di Dio, martire del socialismo, so solo che era un grande, penso che oggi farebbe un miracolo all’incontrario, muterebbe vino in acqua per i paesi in cui c’è siccità.

Miracoli, sermoni, parabole, tanto e tale il patrimonio di Gesù che c’era bisogno di mettere ordine e sistematizzare un pensiero. Sant’Agostino, tra sesso e castità, tra mille teorie eresie follie, si rifugia nell’interiorità e nell’amore. E dice una cosa importantissima: la “città terrena”, il mondo, è dominato dal male e dagli abusi di potere. La “città divina”, dall’amore di Dio: in ognuno di noi, in sintesi, c’è male e bene, perché sbagliamo, pecchiamo, facciamo soffrire, ma sappiamo, a volte, “vincere il male col bene”. Noi da qui, dall’Italia, dall’Europa, con il casino, la crisi, qualcosa possiamo fare, chi fermarsi e pensare per un attimo a chi non ha l’acqua – e noi facciamo i gavettoni, divertentissimi tra l’altro – e prendere un bollettino delle poste, e chi ne ha capacità e qualifica, lavorare strenuamente alla cooperazione internazionale.

Il medioevo dopo i barbari, ma anche il Novecento dopo il nazifascismo, propone una novità: le scholae, dove si studiava dalla grammatica alla musica, per imparare a pensare in modo logico. Un certo Duns Scoto, in cuor suo pensava all’”acqua casta e preziosa” del Poverelo d’Assisi e diceva ex-absurbo sequitur quodlibet, ovvero da una contraddizione segue qualsiasi proposizione… E’ un invito alla coerenza. Se lasci sgocciolare il rubinetto e poi sei il coordinatore, poniamo, di una ONG, ma che stai a fa’… ma come tutto nella vita… Perlasca nasce fascista muore fascista, ma aveva buon senso, salvò un sacco d’ebrei e da macellaio che era si fece diplomatico coglionando una cifra di gente da evitare. E Mengele, il dottor morte somministrava scrupolosamente assenza d’acqua e cibo.

Arriva l’umanesimo e con esso la valorizzazione del libero arbitrio a cui invitava Erasmo da Rotterdam, pensare con la propria testa, e il tollerante San Tommaso Moro, che per essere fedele ai suoi ideali fu condannato a morte: “patrono dei politici.”

Quindi oggi sarebbe bello che tu consigli il bene ad un amico e quest’ultimo insegna qualcosa a te: attraverso la gioia della comunicazione, “l’acqua bene comune”, ma lo sai forse che mi piace quello che dici!

Copernico e le rivoluzioni, la scienza avanza anche grazie agli apporti delle ricerche empiriche. E Galileo insegna come va il cielo, non come si va in Cielo. Da questo momento l’acqua è anche H2O e c’è chi come Cartesio invita al disincanto del mondo e infine Pascal che esistono le ragioni del cuore, abbandonando a volte la logica (nun c’ho n’euro), e offrire a un vucumprà un cornetto e un cappuccino (è fatto anche con l’acqua). E chi più di coloro che dedicano la propria vita ai progetti di sviluppo dei paesi del Terzo mondo, seguono le ragioni del cuore!!!

Con Kant e gli enciclopedisti c’è la nascita della cultura di massa, ovvero si è più ragionevoli e ben consapevoli dei limiti della ragione. Si parla di federazione dei popoli: adesso si parlerebbe di sistema-mondo. L’Africa ha sete e come canta un rapper, talvolta siamo “in costante escalation col vicino”.

Hegel, un mattone, però una cosa la dice: Ciò che è razionale è reale, cio che è reale è razionale: un individuo difficilmente lascerà indietro il suo mondo come bere un bicchiere d’acqua.

Kierkegaard era intransigente, è ha dato parole al concetto di angoscia che io intenderei nel senso che potrebbe trasparire dall’“I care” di Don Milani, mi sta a cuore, me ne preoccupo: l’acqua sta a cuore a tutti. “Scì, è lu vere!”

Altro che il superuomo di Nietzsche, Rosmini fra le tante cose che ha fatto (anche per l’Unità d’Italia), introdusse uno stile nuovo di pensare e avanzare soluzioni intriso di coraggio ed ardire filosofico e amore alla verità e fatto a partire dall’uomo, che è sempre figlio del su

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