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I bilanci di fine anno, aspettando la fine del mondo
La Barbara di Wired.it si è messa a leggere i bilanci del 2011e le classifiche "del meglio di". Godiamoci la festa, prima di scoprire se i Maya sul 2012 avessero ragione oppure no
09 dicembre 2011 di Barbara Lazzari
Quando mancano poco più di 30 giorni alla fine dell’anno un po’ ovunque spuntano classifiche di ogni tipo, ottimizzate per ricordarci gli ultimi mesi e per anticiparci il futuro che verrà. Una forma di promemoria diviso in sezioni che nella maggior parte dei casi ci risbatte in faccia qualcosa che avremmo preferito non vedere, non sapere e non vivere. L’intento è forse di metterci nello stato d’animo che dopo averne viste di così tanti colori non potrà succedere niente di peggio, almeno non nell’immediato futuro.
Siccome il fondo ci sembra di averlo toccato, risalendo potremo ricominciare a goderci la vita, fare, essere, migliorare.
Tra una foto di Amy Winehouse e i terribili numeri del terremonto in Giappone, c’è il tempo di sbirciare l’oroscopo dell’anno che verrà e magari intravedere una qualche luce in fondo al tunnel. Peccato che quello che sta per iniziare sia il fantomatico 2012, riconosciuto dai massimi esperti come l’anno in cui tutto finirà.
Quindi bando alle ciance sul passato, concentriamoci sul futuro prossimo immediato. Sperperiamo i nostri ultimi giorni in gloriosi party a base di gnocco fritto e fiumi di Gutturnio piacentino, allietati dalla musica dei Radiohead diffusa da qualche straordinario altoparlante bluetooth e godiamoci le stelle. Restiamo paciosi in attesa del meteroite definitivo o, molto più probabilmente, dell’inversione del campo magnetico. A conferma del fatto che Armageddon fosse pura science fiction, la Nasa ha censito l’attuale popolazione di corpi celesti minacciosi stabilendo che per ora possiamo stare tranquilli. Dunque è quasi certo che ci aspettano montagne che spuntano in mezzo alle pianure, immense esondazioni, vulcani in eruzione, improvvisi e netti cambi climatici. Tutto questo fino allo sterminio totale della razza umana, mentre sul Pianeta regnerà il buio per almeno tre giorni. No flash allowed.
Resta sempre la possibilità che i Maya con la “fine della terza creazione” intendessero l’inizio di un magnifico periodo di pace e serenità, all’insegna del rispetto dei diritti di uomo e natura, ma per qualche oscuro motivo questa opzione sembra altrettanto, se non più, incredibile. Non basta avere un Presidente Usa di colore e nemmeno essersi sbarazzati di Osama e Saddam. Ci tocca aspettare tenendo le dita incrociate che il tutto non finisca nel un countdown cialtrone del temibile Millenium Bug o nel clamoroso buco nell’acqua della pioggia di meteoriti di ottobre. Potremmo non riuscire a riprenderci da questa ennesima delusione fino a perdere perfino le speranze dell’arrivo del meteroite radioattivo del 2036, che i russi ci promettono da tempo. Nel dubbio ho addobbato l’alberello, ho spedito la letterina a Babbo Natale e comincio a scattare un sacco di foto. Per una mia classifica personale.
(Credit per la foto: Neil Beer/CORBIS)







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