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martedì 6 dicembre 2011

Loic Le Meur, di Le Web: "L'era del desktop è finita" - Wired.it

Condé Nast

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Loic Le Meur è il fondatore di Seesmic, il client per i social network, e di LeWeb, l’unica - e la più grande - conferenza globale sulla tecnologia, con sede in Europa a Parigi (qui il programma completo). Quest’anno, LeWeb11 si terrà nell’arco di tre giorni, il 7, l’8 e il 9 dicembre, anziché dei soliti due. Loic è un uomo sempre di corsa. Gira con un enorme sorriso e un’agenda fittissima di impegni. Correre è un tema ricorrente, quando si tratta di Loic. Come dice la sua biografia @loic su Twitter, ama “ fare kitesurf e correre” . E, di fatto, la foto nella sua biografia lo mostra mentre corre la leggendaria maratona di New York.

L’abbiamo fermato - sì, l’abbiamo proprio fatto - e gli abbiamo parlato a Parigi, dove sta dando gli ultimi ritocchi a LeWeb. Ecco il succo della nostra intervista.

Che cosa l’ha ispirata nel creare LeWeb?

“Sono stato abbastanza fortunato da aver frequentato il forum mondiale sull’economia a Davos. L’edizione del 2012 segnerà la decima mia presenza. Ero un giovane leader globale nel 2002. A parte ciò, sono ormai sette anni che frequento le conferenze Ted. Così, indubbiamente, questi due modelli mi hanno molto ispirato. LeWeb si pone come punto d'incontro tra entrambi, unendo insieme l’innovazione con il meglio in ogni genere del settore. Si tratta di adattarsi al mondo o di contribuire a migliorarlo” [Sorride].

Può darci delle cifre chiave che ci permettano di capire l’ampiezza di LeWeb?

“Quest’anno la capienza di LeWeb si limita ancora a 3mila partecipanti da 60 paesi. Sul totale di partecipanti, 120 sono conferenzieri, e 150 fanno parte delle squadre di lavoro. Non abbiamo dipendenti, si tratta soltanto di una rete di mediatori di servizi indipendenti che si riunisce una volta l’anno per dare una mano a organizzare la manifestazione. In termini di numero di iscrizioni, ce ne sono 100 al giorno, il che significa che è probabile che LeWeb segni il tutto esaurito oltre due settimane prima dell’inizio. Fatto poco conosciuto, 100 biglietti speciali sono riservati agli studenti: pagheranno 300 euro, cioè il 10 per cento del prezzo effettivo, 3mila euro, per poter partecipare. Il sistema di finanziamento si divide al 50/50 tra sponsorizzazioni e biglietti [detto per quelli che sbraitano per il prezzo, ndr]. Non può esistere alcuna conferenza sulla tecnologia senza possibilità di accesso alla Rete, dunque la larghezza di banda è importantissima ed è un vero e proprio - 150mila euro del budget totale per permettere a tutti di avere un acceso veloce e costante alla Rete con i loro diversi apparecchi (in media tre a persona, due smartphone e un tablet) . Non dimentichiamoci poi dei 300mila spettatori su Internet, che seguono la manifestazione in livestreaming - anche questo richiede una maggiore capacità trasmissiva. Infine, l’ecosistema che gira attorno alla galassia LeWeb è anch’esso enorme; vi sono 40 diverse manifestazioni organizzate da terzi che ruotano attorno alla manifestazione principale, con otto o nove cene ogni sera!”

Quali sono i problemi più impegnativi da affrontare quando organizzate LeWeb?

“I problemi più impegnativi sono due. Prima, ovviamente, quello logistico. Ma non considerate mai LeWeb una semplice fiera commerciale. Non è una fiera commerciale. Odio quando la gente la chiama così. Veramente. Secondo, c’è la qualità dei servizi, il livello qualitativo di ciò che noi forniamo ai partecipanti e al pubblico in generale. Infatti, io amo pensare a LeWeb – e spero lo sia – come a una macchina che dia la possibilità agli imprenditori di affermarsi nelle loro imprese. LeWeb raccoglie tutto il meglio nel suo genere da ogni parte del mondo nel settore tecnologico. Aiuta a trovare nuove idee, raccogliere fondi, mettere insieme un ecosistema per favorire la crescita dell’economia, e riesce a creare almeno una possibilità di successo al giorno. Ma aspetti, questa affermazione riguarda la nostra missione!! Grazie! Non l’abbiamo messa da nessuna parte ma investe tutto quello che facciamo. Lo scriveremo anche sul nostro blog!”

Che cosa dice a coloro che affermano che LeWeb è una manifestazione americana che si tiene a Parigi?

“Dico loro semplicemente che non è vero. I partecipanti provengono da 60 paesi. Questo è qualcosa di cui andiamo molto fieri. LeWeb è veramente una manifestazione internazionale , non è americana e non è neppure francese, sebbene si tenga a Parigi! LeWeb non è neppure stata concepita per fare da vetrina alla tecnologia europea. Noi prendiamo il meglio che c’è nel mondo nel settore tecnologico. Il criterio di selezione dei partecipanti è quello delle loro realizzazioni, e da quel lato LeWeb rispecchia la realtà del mercato. Accade solo per caso che l’attuale paesaggio tecnologico e innovativo sia composto per la maggior parte da elementi statunitensi, ma se fosse dominato da aziede europee o cinesi, LeWeb rispecchierebbe anche quella realtà. Vediamo che cosa ci riserverà il futuro. Devo comunque aggiungere che c’è una cosa di cui sono molto contento e orgoglioso al momento: l’Europa sta uscendo dai suoi anni di scopiazzatura, e sta entrando in una fase di autentica innovazione. È veramente emozionante”.

LeWeb sta avendo moltissimo successo. Dunque, che cosa avete in mente ora per svilupparlo ulteriormente?

“Sa, sin dall’inizio, non abbiamo pensato a LeWeb come a una semplice impresa. Eravamo solo persone piene di passione che volevano divertirsi. Ora è ovvio che sia diventata una vera impresa ma siamo cresciuti organicamente e non l’abbiamo veramente né pensato né progettato sul lungo termine. Quel che sappiamo è che non abbiamo intenzione di ingrandirlo. Abbiamo raggiunto una massa critica di partecipanti e questo ci basta. In termini di sede, siamo felici di dove stiamo e la manterremo lì. Apriranno persino una nuova stazione del metrò l’anno prossimo… perché spostarsi?”

Dunque nessun progetto di concedere l’idea in franchising, o di portarla voi stessi in altre sedi?

“C’è una richiesta di LeWeb locali. Per esempio, abbiamo recentemente ricevuto una richiesta per un LeWeb Boston indipendente. E anche da altre parti. È una cosa simile all’approccio Ted e Tedx. Si deve capire che il marchio LeWeb comprende tutta una serie di elementi: Parigi è la località (in confronto alla Silicon Valley per esempio o New York), Géraldine [la moglie di Loic, ndr] di fatto lavora alla manifestazione tutto l’anno, mentre io vengo considerato più come la facciata del marchio. Francamente, essendo io il marchio, non mi vedo proprio saltare da un aereo all’altro per andare prima a Boston e poi a Singapore - o da qualunque altra parte - per parlare qua e là, inaugurando le diverse conferenze locali di LeWeb su tutto il pianeta; non è qualcosa che voglio fare”.

Che cosa mi dice della richiesta del Primo Ministro britannico James Cameron?

“Sì, il David Cameron mi ha chiesto di pensare alla creazione di un altro LeWeb a Londra. Questa è certamente una cosa che stiamo studiando attentamente: due LeWeb, uno a Parigi e uno a Londra. Forse. Vedremo”.

Tornando al prossimo LeWeb11, avete recentemente condiviso i punti salienti del programma di quest’anno (conferenzieri, aziende, ecc) su YouTube. Quali sono gli argomenti d’attualità e chi sono i vostri preferiti?

“Il tema quest’anno è SoLoMo, un termine coniato dal mio amico John Doerr per descrivere la convergenza di Sociale, Locale e Mobile. Si tratta in sostanza di tutte quelle cose che non sarebbero state possibili senza le applicazioni mobili e SoLoMo costituisce una tendenza che segnala la fine dell’era del desktop come si conosce oggi, festeggiando l’inizio dell’era del tablet e dello smartphone. Un’azienda molto attuale in questo momento è Badoo, con le sue applicazioni mobili per incontri sociali, con già 130 milioni di utenti. Oltre a quella, due delle aziende che mi piacciono veramente molto al momento sono la Taskrabbit , con un’applicazione per l’outsourcing del lavoro, e la 955dreams per lo sviluppo di applicazioni musicali iPhone. Taskrabbit è un nuovo modo di far fare le cose coinvolgendo la società che ti sta intorno, e quindi con la tendenza a creare un nuovo ecosistema economico. Come per 955dreams, il suo fondatore, Kiran Bellubbi, ha un atteggiamento radicale e non ha intenzione di sviluppare altre applicazioni se non quelle per iPhone - crede nella progettazione e nel poter cambiare il mondo. Anche noi”.

Quali sono i settori di LeWeb in cui ci sono meno aspettative?

“Sarà presente la Virgin Galactic e ci porterà nello Spazio. Questa è una cosa veramente emozionante. Poi avremo anche un mago, Marco Tempest. Lui farà dei giochi di prestigio giocando con la realtà virtuale. Io sono un entusiasta della stampa in 3D ed avrei voluto aver una stampante 3D sul palco, che stampava dal vivo davanti al pubblico, ma non ho più spazio disponibile. Forse l’anno prossimo. Un’altra sessione dedicata al divertimento sarà quella con Ariel Garten, cofondatore & Amministratore Delegato di Interaxon: metteremo dei sensori cerebrali sulla testa del pubblico, e saremo in grado di proiettare i pensieri della gente sullo schermo o di leggerli. Infine, Jérôme Choain, AKA @jcfrog su Twitter, ha composto, scritto ed eseguito la canzone “The SoLoMo song” [Loic mi mostra il video sul suo iPad griffato LeWeb]. Il suo scopo era vincere un biglietto gratis. Non solo se lo è ampiamente guadagnato, ma sono anche riuscito a convincerlo a salire sul palco con la sua chitarra! Parlando più seriamente, parlerà anche Sean Parker, il primo ad aver investito su Facebook. Quello che si trova nel Social Network, ma quello vero”.

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