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lunedì 5 dicembre 2011

Anatema islamico contro Mahfuz

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Corriere della Sera

Egitto Lo scrittore morto nel 2006 torna nel mirino dei fondamentalisti, arrivati secondi alle elezioni

Anatema islamico contro Mahfuz

I salafiti bollano i libri del Nobel come pornografia La minaccia Se gli estremisti prendessero il potere, le sue opere sarebbero bandite dall' Egitto L' allarme Nei social network e su Internet cattato l' allarme: Finiremo come a Kandahar

Il padre delle letteratura araba, l' unico Nobel tra gli scrittori del Medio Oriente, il maestro Nagib Mahfuz veneratissimo girima della sua morte nel 2006, ornato nel mirino dei fondamentalisti egiziani. Nel pieno delle elezioni che a sorpresa stanno trasformandosi in una vittoria massiccia non solo per i Fratelli Musulmani (al 40% nei risultati parziali) ma per gli integralisti salafiti (al 20%), un leader di questi ultimi ha lanciato un anatema contro il grande scrittore che giel 1994 fu quasi ucciso da un estremista. Le opere di Mahfuz incitano alla promiscuitall' ateismo e alla prostituzione. I suoi romanzi sono ambientati tra droga e bordelli, lo ha liquidato in un' intervista in tv Abdel Moneim Al Shahat, candidato qualificatosi per il secondo turno ad Alessandria per il partito Al Nur, il piortante tra quelli d' ispirazione wahhabita. E ancora: Il suo libro Awlad Harretna (uscito nel 1991 in Italia come Il rione dei ragazzi ) ropaganda per l' ateismo. Se Al Nur andasse al potere, l messaggio, le opere del grande scrittore sarebbero bandite in Egitto, insieme a chissuante altre a partire dalle Mille e una notte. Shahat non uovo a proclami del genere, utore tra l' altro di una campagna per coprire le statue dell' Antico Egitto perchdi una civiltorrotta e infedele, cosa che ha suscitato i timori degli archeologi e di un Paese che vive sul turismo, seppur non adesso. E il suo attacco a Mahfuz tato accolto con sdegno, nonostante il dibattito sui media e nell' te abbia ora ben altre priorit Sui social network, le reazioni sono di allarme: Finiremo come a Kandahar, qualcuno ha scritto, riferendosi non solo al caso Mahfuz. Dagli scrittori che hanno sempre difeso a amato il maestro, anche se qualcuno in passato notava con benevolenza che fosse il solo tra noi ad aver evitato il carcere, per la sua cautela o forse perchavorava all' ufficio censura, mersa una generale condanna. Qualcuno come Ibrahim Abdel Megid su Al Ahram sostiene che non vale nemmeno la pena di reagire a gente rimasta nel Medio Evo. vero che nella Trilogia del Cairo e in molti altri libri di Mahfuz ci sono prostitute, drogati, perfino gay perchon tato Alaa Al Aswany con Palazzo Yacoubian a rompere questi tabice Isabella Camera d' Afflitto, professoressa di letteratura araba a Roma e la pia traduttrice di autori in questa lingua -. Mahfuz parlava della vera umanitell' Egitto, il suo messaggio era di tolleranza universale per il diverso. pazzesco che il nuovo attacco avvenga alla vigilia del centenario della sua nascita, l' 11 dicembre 1911, celebrato ovunque, dal nostro convegno domani e martedlla Sapienza di Roma alla Fiera del libro di Algeri dedicata proprio a lui, riconosciuto da tutti gli autori arabi come il pinde e a cui tutti ancora oggi in qualche modo si ispirano. Cecilia Zecchinelli RIPRODUZIONE RISERVATA **** Il voto Primo turno Luned8 e marted9 novembre si enuto in Egitto il primo turno delle elezioni per scegliere i 498 deputati dell' Assemblea del popolo. I risultati definitivi saranno resi noti a gennaio Risultati Secondo i risultati parziali i partiti religiosi hanno ottenuto un grande successo: i Fratelli Musulmani sono al 40% dei suffragi, mentre gli integralisti salafiti, che rappresentano la corrente piicale dell' Islam, al 20% Partiti religiosi Il partito dei Fratelli Musulmani ha giocato gran parte della campagna elettorale sulle differenze che li separano dai salafiti. Questi ultimi vorrebbero inserire i principi della Sharia nella Costituzione Condanna I salafiti condannano le libertivili come un cedimento alla propaganda occidentale **** IL COMMENTO di Roberto Tottoli in Idee&opinioni

Zecchinelli Cecilia

Pagina 19
(4 dicembre 2011) - Corriere della Sera

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