Filosofiablog

Nowsy.com - your news and info dashboard

CYBERNIX

http://blog.libero.it/MASTERIZZAZIONE/index.rss

Cerca nel blog

lunedì 5 dicembre 2011

L' epilessia di Dostoevskij nei suoi personaggi

  • Diminuisci dimensione testo

  • Aumenta dimensione testo

  • Print

  • Contact

  • Mobile

  • RSS feed

Corriere della Sera

Informazioni per superare la balbuzie Trasposizione Myskin ne L' Idiota e Smerdjakov nei Karamazov, interpreti della malattia del loro autore

L' epilessia di Dostoevskij nei suoi personaggi

A un tratto, in mezzo alla tristezza, al buio e all' oppressione, il suo cervello sembrava accendersi di colpo, tendendo in un estremo impulso tutte le proprie energie vitali. In quell' attimo, che aveva la durata di un lampo, la sensazione della vita e il senso dell' autocoscienza sembravano decuplicare di forza. Il cuore e lo spirito si illuminavano di una luce straordinaria. Tutti i dubbi, tutte le ansie e le agitazioni sembravano quietarsi di colpo, si risolvevano in una calma suprema, piena di armonica e serena letizia, di speranza, di ragionevolezza e di penetrazione suprema. Oggi non saracile convincere con queste parole una persona affetta da epilessia del lato estatico di un male che nel corso del tempo ha beneficiato di molte definizioni, quasi a volerne ribadire l' inafferrabilitcome assenza , grande e piccolo male , mal caduco , sindrome comiziale , male sacro , ma che deve il suo nome al termine greco per attacco , capace di suscitare pioscia che pace, piicurezza che incanto. Eppure furono queste le parole che Fr Dostoevskij, del quale da poco icorso il 190 anniversario della nascita, mise in bocca al mite principe Myskin de L' idiota , per raccontare con tutta probabilitl proprio rapporto con un male che lo accompagnr tutta una vita di tribolazioni. C erto, l' immagine evocata non a norma. Solo alcune persone affette da epilessia del lobo temporale, uno dei molti tipi di epilessia, provano sensazioni assimilabili a quella descritta - chiarisce Maria Paola Canevini, vicedirettore del entro epilessia dell' ospedale San Paolo di Milano -. E la cosa non eneralizzabile. Nella mia esperienza non aro che la prima crisi convulsiva, magari preceduta da anni da episodi "minori", si verifichi in occasione di un trauma importante come un lutto per un familiare. La prima ipotesi - avanzata dalla sorella, ma oggi confutata - infatti, che Dostoevskij ebbe il primo attacco di convulsioni a 18 anni, alla morte del padre, uomo dispotico e violento. Di sicuro, non molti anni dopo la morte traumatica di questa figura amata e temuta - successiva alla perdita della madre per tisi - il giovane Dostoevskij venne arrestato come sovversivo e condannato a morte, per venire graziato pochi minuti prima dell' esecuzione e deportato in Siberia. Qui, gli stenti e la paura contribuirono a esasperarne lo stato di salute e a rendergli evidente il malessere, di cui forse in precedenza aveva sottovalutato la gravitSi presume che in seguito alle prime nozze con Marija Dimitrevna - sempre nel tentativo, quasi agiografico, di far combaciare l' affioramento del male con gli snodi pievanti di una vita - Dostoevskij venne colpito da un fortissimo attacco che lo lascimobilizzato a letto per qualche giorno. In realtare che la crisi fosse piuta allo champagne. In assenza di terapia, le crisi si ripetono spontaneamente - spiega la dottoressa Canevini -. Ma a volte si riscontrano fattori favorenti. E l' alcol in questo caso puer giocato un ruolo nel peggiorare la frequenza degli attacchi. In ogni caso nemmeno la lettera che l' autore del gicclamato Povera gente scrisse allo zar, per convincerlo a lasciarlo tornare a Pietroburgo da Tver' , dove si trovava relegato, fuga i dubbi. A ogni attacco perdo la memoria, la capacitmmaginativa, le forze fisiche e spirituali scriveva Dostoevskij. L' esito (...) ' indebolimento, la morte o la pazzia. Sappiamo che da quel momento in poi ebbe invece avvio, anche per il contratto capestro che lo costrinse a una prolificit tappe forzate, la sua pinde stagione creativa. E con il passare degli anni gli attacchi si diradarono. Le testimonianze lasciate da mogli, amici e medici curanti intorno a crisi, amnesie, accessi si rincorrono per tutta la vita e anche dopo, quando si provricostruire un' anamnesi difficoltosa: un caso di allucinazione acustica all' eti sette anni, un' afasia passeggera, le assenze in luogo pubblico e i racconti degli attacchi notturni, i resoconti dell' amico Strakhov o dell' amica Kovalevskaya secondo i quali Dostoevskij paragonava il momento antecedente all' attacco alla visione paradisiaca di Maometto. Di certo, al di li qualche salasso, non si tenti una cura e questo non era insolito per un' epoca che ancora marchiava l' epilessia come un male dell' anima. Le nebbie non si dissiparono nemmeno quando, a visitare postumo l' illustre paziente, ci si mise per via indiretta Sigmund Freud. Nel contestato saggio sul parricidio, pur mettendo le mani avanti sull' insufficienza delle fonti, il padre della psicoanalisi boll epilessia di Dostoevskij come un semplice sintomo di nevrosi e la riclassificme istero-epilessia, attribuibile a un complesso edipico. Forse piccato per una battuta del libro che definiva la psicologia "un' arma a doppio taglio", arrivscrivere che la "simpatia di Dostoevskij per il criminale supera i confini della compassione alla quale l' infelice ha diritto, ricorda l' orrore sacro con cui l' antichituardava all' epilettico e al malato di mente. Di conseguenza - era la conclusione, forse troppo disinvolta - questa compassione doveva essere fondata sui medesimi impulsi assassini. G li ultimi studi, per quanto sempre piorientati dalla molteplicitelle fonti e delle analisi, tendono a diagnosticare un' epilessia del lobo temporale mesiale sinistro, probabilmente esordita intorno al 1846, quindi al tempo dell' arresto. Resta soprattutto che l' epilessia rivestn ruolo tanto cruciale nella vita di Dostoevskij da attribuirla a diversi suoi personaggi, fra i quali due figure-chiave, ossia l' ateo suicida Kirillov dei Demon, nell' ultimo capolavoro, il figlio illegittimo di Fr Karamazov, lo Smerdjakov che simula un attacco per difendersi dall' accusa di omicidio. Soprattutto la incarn principe Myskin, al quale fece raccontare la cosiddetta "aura", il momento estatico che precede l' attacco, arrecando al paziente una visione di grande bellezza. Che importa se alattia? diceva il suo personaggio piaziante. ... l' effetto che esso produce, risulta sommamente armonico e sublime Non solo. singolare notare come l' immagine di questo male si sposi alla poetica di un' opera complessiva, in cui i dilemmi morali e psicologici, la crisi dei valori, le tensioni ideali, il tema della scissione e gli afflati mistici scorrono attraverso un quadro vivido, il cosiddetto romanzo polifonico, come un fiume carsico - o una scarica elettrica, appunto - per emergere a un tratto dal sottosuolo, inaspettati e potenti, emblema di una psiche tormentata, ma anche di una delle menti pindi nella storia della letteratura. RIPRODUZIONE RISERVATA **** Il rapporto del grande scrittore russo con il male che lo afflisse per tutta la vita Letteratura **** da L' Idiota Che importa se alattia? L' effetto che esso produce, risulta sommamente armonico e sublime **** L' aura possibile che un paziente viva uno stato di estasi prima di un attacco, simile a quello descritto dal principe Myskin ne L' idiota? Nella letteratura scientifica i report di crisi estatiche sono rari. E la prima vera descrizione di una crisi con un vissuto di questo tipo roprio quella di Dostoevskij commenta Paola Canevini. difficile che questo tipo di sensazioni vengano descritte. I casi riportati nella letteratura scientifica piente collegano la descrizione di questa sensazione a un' epilessia del lobo temporale. Ma ossibile ricostruire una diagnosi su un artista a distanza di cosanti anni? Personalmente concordo con la diagnosi di epilessia del lobo temporale. difficile stabilire la percentuale di attendibilitma a me sembra molto verosimile. * * * Informazioni per superare la balbuzie La percezione Un morbo che creava sgomento Nell' 800 l' epilessia suscitava ancora sgomento - sottolinea Paola Canevini - e, anche se s' iniziava a mettere ordine tra le varie forme di epilessia, ancora nella seconda metel secolo veniva considerata un male dell' anima e assimilata alla follia: molte persone che ne erano affette venivano ricoverate nei manicomi. Come veniva curata? Per fare qualche esempio, lo psichiatra francese Esquirol sottopose 30 pazienti a una serie di terapie per verificare la loro efficacia: purghe, trasfusioni, bagni, cauterizzazioni, somministrazione di varie sostanze. C' era anche la convinzione che l' epilessia fosse legata alla masturbazione. Tanto che Charles Locock, ostetrico della regina Vittoria, provbromuri contro l' epilessia. Attualmente - conclude Canevini - il 70-80% delle epilessie ontrollato con i farmaci. E una parte delle epilessie non controllabili farmacologicamente (alcune epilessie focali) pusere curata chirurgicamente.

ROSSARI MARCO

Pagina 61
(4 dicembre 2011) - Corriere della Sera

Nessun commento:

Posta un commento